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Io sono leggenda

In una New York distopica e post-apocalittica il dottor Robert Neville, ultimo superstite della razza umana, lotta per la propria sopravvivenza e per scoprire una cura efficace.

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Un terribile virus ha ucciso tutti gli uomini e li ha mutati in vampiri. In una New York distopica e post-apocalittica il dottor Robert Neville (Will Smith), ultimo superstite della razza umana, lotta per la propria sopravvivenza e per scoprire una cura efficace. Durante la notte è costretto a barricarsi in casa, assediato dai senzavita che vogliono eliminarlo, difeso da porte blindate e da un armamentario ultratecnologico. Al sorgere del sole, però, i ruoli si invertono ed è Neville a condurre le danze di un gioco feroce, scandito da un tempo monotono che impone la perpetrazione di un rituale efferato e primordiale: cacciare i vampiri in modo da avere delle cavie su cui testare i possibili antidoti. Ispirato al capolavoro fanta-horror di Richard Matheson (I am legend), il film di Francis Lawrence non convince appieno, non tanto per la smaccata infedeltà alle ambientazioni e alle psicologie che permeano il romanzo – difatti è condivisibile che medium differenti non si appiattiscano sui medesimi canoni lirico/espressivi, ma ciò che risulta inefficace è invece la deviazione da quello che è lo “spirito” prettamente introspettivo ed esistenziale del libro di Matheson per approdare ad una sbiadita riaffermazione di valori sociali mainstream (eroismo, sacrificio, amore paterno), condivisi, in un comune fronte anti-vampirico, dal protagonista e dal pubblico. Io sono leggenda resta comunque un horror discretamente confezionato, che non scade nel ridicolo come molti prodotti del genere in questione ultimamente ci avevano abituato. Parallelamente al film è in uscita anche la graphic novel realizzata da Steve Niles, maestro dell’orrore a fumetti e creatore della saga 30 giorni di notte.

Luca Ippoliti

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