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Doctor Who, dal 14 giugno Su Rai4 la dodicesima stagione

La serie televisiva di fantascienza più longeva al mondo e di maggior successo in termini di ascolti televisivi, in onda dal 1963 continuativamente fino al 1989 poi interrotta e ripresa, dopo un vano tentativo nel 1996, completamente rinnovata, nel 2005. Dal 14 giugno su Rai4 la dodicesima stagione.

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La seconda stagione di Chris Chibnall

La serie televisiva di fantascienza più longeva al mondo e di maggior successo in termini di ascolti televisivi, in onda dal 1963 continuativamente fino al 1989 poi interrotta e ripresa, dopo un vano tentativo nel 1996, completamente rinnovata, nel 2005, cambia rotta.

Riportata al successo dallo showrunner Russell T Davies, che ha scritto la serie dal 2005 al 2010, dopo la discussa ma felice ‘era Moffat’ (Steven Moffat, showrunner dal 2010 al 2017), lo scettro è passato in mano a Chris Chibnall, che fin da subito, nell’undicesima stagione, ha proposto un cambio epocale: dopo 54 anni di programmazione, il Dottore per la prima volta assume il volto di una donna.

Il Dottore donna prende il volo

Il 13° Doctor Who è interpretato dalla brava Jodie Whittaker, che Chibnall aveva già diretto nella miniserie tv Broadchurch; accanto a lei, tre nuovi compagni: Graham O’Brien (Bradley Walsh), Ryan Sinclair (Tosin Cole) e Yasmin Khan (Mandip Gill).

La prima stagione diretta dal nuovo showrunner, tuttavia, era risultata alquanto incolore; la Whittaker non all’altezza dei suoi predecessori del New Doctor Who, dal carismatico Peter Capaldi all’iconico David Tennant, dall’imprevedibile Matt Smith all’essenziale Christopher Eccleston, per di più contornata da companions abbastanza inutili (la bravura dell’ottimo Bradley Walsh non basta a confondere il vuoto siderale del personaggio), soprattutto se paragonati a Rose Tyler (Billie Piper) e a Donna Noble (Catherine Tate).

La dodicesima stagione di Doctor Who dal 14 giugno sará su Rai4

La dodicesima stagione quindi, in onda nei primi due mesi di questo 2020 sulla BBC One ed inedita in Italia, rischiava di essere la fine definitiva del Dottore; invece, la serie ha sorprendentemente riacquistato lo smalto perduto, grazie al ritorno di villains celebri come i Cybermen, i Dalek, i Judoon, ma soprattutto il Maestro, The Master, interpretato qui da Sacha Dhawan. La dodicesima stagione di Doctor Who dal 14 giugno sará su Rai4.

Ritorno al passato

Il pregio della dodicesima stagione, quindi, è di aver riportato la serie su un terreno conosciuto, familiare, riprendendo atmosfera e personaggi delle ere Davies e Moffat, finanche il Capitano Jack Harkness (un sempre splendido John Barrowman) e i Nanogeni. Ma Chibnall va oltre; dopo averlo riportato ‘a casa’, spiazza l’intero fandom riscrivendo l’intera genesi del Dottore. Dopo aver piazzato segni precursori come palline di mollica lungo lo svolgimento dell’intera stagione, infatti, nell’ultimo episodio la rivelazione coraggiosa e rivoluzionaria scritta da Chibnall ribalta tutto ciò che in 57 anni di programmazione sapevamo del Doctor Who, aprendo al contempo le porte a nuovi possibili scenari. Chi è davvero il Dottore? Chi sono i Signori del Tempo? Perché il Doctor Who ha potuto, unico della sua razza, rigenerarsi 13 volte anziché fermarsi al limite, valido per tutti i Time Lords, di 12? Le risposte date da Chibnall sono scioccanti. Vedremo nella prossima, ancora in nuce, stagione, quali saranno le conseguenze.

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