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In prima serata

In prima serata su La7 alle 21,15 Indovina chi viene a cena?, il film di Stanley Kramer sull’antirazzismo 

Indimenticabile manifesto liberal diventato giustamente un classico della commedia americana. Sono passati più cinquant’anni, ma la lezione di Indovina chi viene a cena? è ancora assai attuale, specialmente in quest’epoca attraversata da venti di diffusa intolleranza. Basterebbe questa ragione per renderlo una visione obbligatoria

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  • Anno: 1967
  • Durata: 107'
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Stanley Kramer

In prima serata su La7 alle 21,15 Indovina chi viene a cena? (Guess Who’s Coming to Dinner), un film del 1967 diretto da Stanley Kramer ed interpretato da Spencer Tracy, Sidney Poitier, Katharine Hepburn, Katharine Houghton e Isabel Sanford. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al novantanovesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi. Il film ricevette dieci nomination ai premi Oscar e ne vinse due (Migliore attrice protagonista a Katharine Hepburn, Migliore sceneggiatura originale a William Rose); vinse, inoltre, tra gli altri premi, tre David di Donatello (Miglior produttore straniero a Stanley Kramer, Miglior attore straniero a Spencer Tracy, Miglior attrice straniera a Katharine Hepburn). Ad appena due settimane dal termine delle riprese del film l’attore Spencer Tracy morì all’età di 67 anni a causa di un infarto. Fu la sua ultima apparizione.

Sinossi
Joey ha deciso di sposare il medico di colore John, certa di non trovare difficoltà in famiglia. Il padre di lei, infatti, è un giornalista di tendenze liberali. Ma le convenzioni giocano ancora un certo ruolo: in un primo momento l’uomo si oppone decisamente. Solo dopo un lungo colloquio con la figlia, si accorgerà del significato razzista della sua scelta e acconsentirà all’unione.

Titolo indubbiamente scolpito nell’olimpo del cinema hollywoodiano, oltre che maggior successo di pubblico per Stanley Kramer, Indovina chi viene a cena? non è solamente il film che per la prima volta tratta apertamente della questione dei matrimoni misti nell’America degli anni Sessanta, ma è anche entrato di diritto nell’immaginario collettivo, tanto da essere una delle pellicole più citate della storia. Punto d’arrivo della Hollywood old style, quella delle sophisticated comedy, ne riprende di essa una coppia storica (Spencer Tracy e Katharine Hepburn) e il primo divo di colore integrato nello star system (Sidney Poiter). Il film è obiettivo e imparziale riguardo la questione razziale, si mantiene garbato ed esiguo nello stile, affidandosi ad un copione disinvolto e all’indubbia professionalità dei protagonisti. Parimenti al coevo, leggermente più aggressivo ed altrettanto popolare La calda notte dell’ispettore Tibbs – di cui conserva lo stesso protagonista afro-americano – resta una tappa fondamentale per l’ecumenizzazione tra civiltà nella cultura sociale. Vi è un parroco cattolico che funge provvidenzialmente da deus ex machina e una profezia realizzata riguardo la presidenza statunitense. Ovviamente, il tutto è patinato da una certa condiscendenza e l’immancabile lieto fine è volutamente conciliatorio e teso a eliminare ogni genere di dubbi e sottotrame scomode per l’epoca, ma le pecche di scrittura contano davvero poco in un disegno complessivo tanto importante e valorizzato da una serie di interpretazioni memorabili: la straordinaria Katharine Hepburn riuscì a conquistare il suo secondo premio Oscar, mentre l’irresistibile Spencer Tracy salutò il suo pubblico con una delle performance più memorabili della sua carriera (il grande attore morì diciassette giorni dopo la fine delle riprese). In più, Sidney Poitier fornì un’altra incredibile prova del suo talento e del suo carisma, fatto di piccoli gesti e accorgimenti che solo una dote innata possono procurare.