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FILM DA VEDERE

Serata Risi – Gassman su Cine 34 con Il tigre e Il gaucho. Dalle 21,10 in poi.

Oggi Cine34 dedica la prima e la seconda serata alla coppia Dino Risi - Vittorio Gassman, il cui sodalizio artistico fu intenso e duraturo. Si comincia alle 21,10 con Il tigre (1967) e si prosegue alle 23,15 con Il gaucho (1964)

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Il tigre è un film commedia italiano del 1967 diretto da Dino Risi e interpretato da Vittorio Gassman. Il film vinse due David di Donatello nel 1967 (Miglior produttore a Mario Cecchi Gori, Miglior attore protagonista a Vittorio Gassman). Scritto e sceneggiato da Agenore Incrocci, Furio Scarpelli e Dino Risi, prodotto da Mario Cecchi Gori, con le scenografie del recentemente scomparso Luciano Ricceri e con le musiche di Fed Bongusto, Il tigre è interpretato da Vittorio Gassman, Ann-Margret, Eleanor Parker, Fiorenzo Fiorentini, Caterina Boratto.

Sinossi
Un quarantenne dirigente di una importante industria, uomo di successo, perde la testa per una bellissima ragazza ventenne compagna di scuola di suo figlio, mettendo a repentaglio la famiglia e la carriera professionale. Alla fine, dopo un tentativo di lasciare la moglie per recarsi a Parigi con la ragazza, decide di tornare a casa ed i familiari fingono di non sapere niente dei suoi propositi.

Il gaucho è un film del 1964 diretto da Dino Risi e interpretato, tra gli altri, da Vittorio Gassman, Amedeo Nazzari, Silvana Pampanini e Nino Manfredi, quest’ultimo vincitore del premio Grolla d’Oro per la miglior interpretazione maschile. Scritto e sceneggiato da Ruggero Maccari, Tullio Pinelli, Dino Risi, Ettore Scola, prodotto da Mario Cecchi Gori, con la fotografia di Alfio Contini e le musiche di Armando Trovajoli, Il gaucho è interpretato da Vittorio Gassman, Amedeo Nazzari, Silvana Pampanini, Nino Manfredi, Maria Grazia Buccella, Umberto D’Orsi, Maria Fiore, Annie Gorassini.

Sinossi
Marco Ravicchio guida una delegazione miserella di cineasti italiani ad un festival di Buenos Aires. Fra piccinerie e provincialismi, c’è l’opportunità di sfruttare la nostalgia per l’Italia di un emigrato che ha fatto fortuna e di conoscerne un altro che è rimasto un poveraccio.

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