37 Torino Film Festival: Vitalina Varela di Pedro Costa (Onde)

Fresco del Pardo d'oro all'ultimo Festival di Locarno, Vitalina Varela di Pedro Costa arriva al Torino Film Festival

  • Anno: 2019
  • Durata: 124'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Portogallo
  • Regia: Pedro Costa

È un discorso in continua evoluzione, quello di Pedro Costa, un percorso che, da Ossos in poi, continua e si rinnova, prende nuove strade e forme restando sempre se stesso, sempre fedele a una materia viva e reale quanto il (suo) cinema. Parte proprio da qui, da questo cinema inevitabilmente in divenire, dopo il sofferto onirismo di Cavallo DenaroVitalina Varela, miglior film al Festival di Locarno e ora anche al Torino Film Festival nella sezione Onde. Perché quella che Costa (ri)mette in scena è ancora una volta una storia di marginalità, quella di un popolo – gli immigrati capoverdiani della periferia di Lisbona – condannato alla sofferenza e a un destino di sconfitta.

Un cinema politico, che guarda, denunciandola, la condizione dei reietti della Storia, ma anche sperimentale, astratto, fatto di quadri fissi e immagini che bastano a sé stesse e che si alternano in un film anti-narrativo e anti-spettacolare dalla fortissima carica emotiva.

È in questo luogo, fatto di scenari fatiscenti, monologhi disperati e volti scolpiti con la luce, che il passato, già fondamentale nel film precedente, torna questa volta declinato nei modi e nei tempi del lutto. Nella storia di Vitalina (già personaggio marginale in Cavallo Denaro), arrivata in Portogallo dopo aver desiderato quella terra per decenni, prima di essere abbandonata e dimenticata da un marito che ora non c’è più, c’è infatti più di una riflessione sul valore della perdita, c’è il senso stesso di un’esistenza fatta di sofferenza e di cui Vitalina e Ventura (attore feticcio di Costa, qui nella parte di un prete alcolizzato e disperato) diventano perfetta incarnazione, emissari del dolore di un intero popolo. Un popolo alla ricerca di sé, quello raccontato e ogni volta ritrovato da Costa, perduto assieme alle sue stesse radici, che il regista, col suo gesto cinematografico unico ed estremo, toglie dall’ombra, donando dignità a chi, non visto, non l’ha mai potuta avere.

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Utlima modifica: 2 Dicembre, 2019



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