37 Torino Film Festival: Tommaso di Abel Ferrara (Festa Mobile)

Ferrara si confronta con se stesso dando vita a un film imperfetto ma dalla disarmante sincerità

  • Anno: 2019
  • Durata: 115'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia, Gran Bretagna, USA, Grecia
  • Regia: Abel Ferrara

Un americano a Roma. Potrebbe essere definito così, in breve, Tommaso, protagonista dell’omonimo film di Abel Ferrara presentato nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival. Un artista trapiantato in un’altra realtà che si porta però appresso il fardello della propria, quello di una vita fatta di eccessi, dipendenze e paure.

Difficilmente, oggi, si potrebbe trovare altrove una sincerità tanto disarmante come quella che compone il film più autobiografico dell’autore newyorkese, un’autocritica genuina e sofferta che mette in primo piano la fragilità di un uomo alle prese con i suoi vizi, i suoi affetti, la sua voglia di cambiare. Forse allora, in una pellicola che fa proprio del corpo il principale soggetto di un cambiamento che passa anche dallo scorrere del tempo, non poteva esserci alter ego migliore di Willem Dafoe (amico intimo del regista e come lui trasferitosi a Roma), corpo teso, sofferente e allo stesso vitalissimo che prende su di se tutti i tic, i vizi e i difetti dell’autore de Il cattivo tenente, componendo, assieme a lui, la cronaca di una vita vissuta sempre in bilico tra senso di colpa e redenzione.

È così che, modellando sulla propria vicenda personale i temi tipici di tutto il suo cinema, Ferrara si mette in scena senza filtri, restituendoci senza vergogna l’immagine di un uomo spezzato, forse mai realmente cresciuto e per questo incapace di entrare davvero in quella maturità che il suo ruolo (e il suo corpo) richiederebbero.

Nella sua lotta contro la dipendenza da alcol e droga, così come nel suo rapporto con la famiglia (impersonata dalla vera famiglia di Ferrara), tra una moglie più giovane e smaniosa di libertà e una figlia piccola elevata a costante motivo di ansia e preoccupazione, Ferrara sbatte così in faccia allo spettatore tutti i suoi dubbi, le sue insicurezze e le sue gelosie.

A contenere il tutto una città che si fa a tutti gli effetti vera e propria coprotagonista, una Roma fotografata con sguardo quasi pasoliniano, con tutto l’affetto possibile per quegli ultimi con cui il regista cerca da sempre un contatto e un confronto (la scena col senzatetto ubriaco), fino alla sfacciata sequenza finale della crocefissione davanti a Stazione Termini, naturale punto di arrivo di un percorso (artistico) da sempre votato all’eccesso.

Scombinato, fastidioso, costantemente sopra le righe, Tommaso, al netto di tutti i suoi evidenti difetti, resta così un’opera innegabilmente sofferta e genuina, un gesto di cinema – piaccia o meno – autentico e disperato.

GUARDA IL TRAILER >>

Utlima modifica: 28 Novembre, 2019



Condividi