Festa del Cinema di Roma: The Farewell di Lulu Wang (Concorso)

In the Farewell una famiglia cinese emigrata negli Stati Uniti da 25 anni ritorna a casa per festeggiare il matrimonio del giovane nipote. La vera ragione di questa rimpatriata è la notizia che alla matriarca Nai Nai è stato diagnosticato un cancro ai polmoni al quarto stadio

  • Anno: 2019
  • Durata: 98'
  • Distribuzione: Bim Distribuzione
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: USA, Cina
  • Regia: Lulu Wang
  • Data di uscita: 01-January-2020

The Farewell di Lulu Wang è un film destinato a lasciare un segno in chi lo vedrà e nel concorso di questa Festa. Acclamato al Sundance Film Festival 2019, è un’opera prima matura, toccante e carica di vita, nelle innumerevoli pieghe su cui si attorciglia, che rilascia, in cui imbriglia emozioni e riflessioni.

Una famiglia cinese emigrata negli Stati Uniti da 25 anni (marito, moglie e figlia) ritorna a casa per festeggiare il matrimonio del giovane nipote. La vera ragione di questa rimpatriata è la notizia che alla matriarca Nai Nai (pregevole l’interpretazione di Zhao Shuzhen) è stato diagnosticato un cancro ai polmoni al quarto stadio. Pochi mesi di vita. La verità sconvolge più di tutti la nipote ‘americana’ Billi (una fantastica Awkwafina capace di dare la massima caratterizzazione al suo personaggio anche con una mimica straordinaria), legatissima a sua nonna.

Billi apprende con stupore da suo padre che Nai Nai è all’oscuro di tutto, che i parenti pensano sia meglio non rivelarle nulla. Billi, ragazza indipendente, forte e fragile, mai del tutto radicata a New York e con una vita ancora precaria, non è d’accordo. Non capisce perché questa bugia buona vada preservata, le pare un attacco alla autodeterminazione di sua nonna. I genitori le consigliano di non venire in Cina al matrimonio, sanno che lei potrebbe non tenere questo segreto. Billi riesce a prendere l’aereo e a sorpresa raggiunge tutti. La famiglia è riunita al completo. Veniamo immersi in un ritrovarsi e riscoprirsi reciproco. Billi è la nostra guida in questo percorso, che in primis è il suo, dentro una cultura, un modo di vivere, un attaccamento alle tradizioni, al senso di famiglia che non le è mai appartenuto fino in fondo e che nello stesso tempo le manca terribilmente.

Lulu Wang, che scava dalla sua biografia, è abile nel dare corpo ai silenzi, alle contraddizioni, alle piccoli grandi emozioni che nell’esserci di un nucleo privato si allargano a toccare con mano temi universali: l’immigrazione, il senso di estraniamento, di non appartenenza, l’essere in bilico tra due mondi (Billi non si sente completamente americana ma neppure si riconosce nelle sue origini orientali di cui spesso non comprende le dinamiche, i mutamenti che la Cina anche urbanisticamente sta attraversando), il peso e la forza dei legami familiari nella gestione concreta di un genitore, nell’abbandono di un genitore, le piccole invidie, i chiarimenti mai avvenuti, le difficoltà della vita, la solitudine, la morte. E sopra tutto, davvero espresso con una autenticità rara, un rapporto di un’amorevolezza sublime tra nonna e nipote. Due generazioni così diverse, eppure unite da un’appartenenza che nessuna parola riesce a rendere, solo la forza dei sentimenti.

La costruzione di The Farewell ha il dono di arrivare a tutti, grazie ad un cast davvero brillante, nessuno escluso, ad un impianto visivo (sostenuto anche da una musicalità che dà respiro emotivo in un contrappunto perfetto) che parla da sé, che sospende, che riprende, che si estrania su un particolare, che resta al margine, con rispetto, che lascia sfogare, che si trattiene, che sorride. Con una piccola sorpresa finale di cui, anch’io come Billi, terrò il segreto.

Maria Cera

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Utlima modifica: 20 Ottobre, 2019



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