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Le Rassegne della 10ª edizione di CortoPotere Short Film Festival (dal 24 al 31 ottobre)

CortoPotere Short Film Festival da sempre si propone di riscoprire e riproporre al pubblico autori e registi dimenticati, visioni e linguaggi inconsueti, immagini desuete e inconsuete. L’obiettivo è scommettere su linguaggi visivi che rompano con l’ordinaria visione cinematografica, andando a ricercare quegli autori che hanno sperimentato e giocato nuove modalità di senso e significato

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CortoPotere Short Film Festival da sempre si propone di riscoprire e riproporre al pubblico autori e registi dimenticati, visioni e linguaggi inconsueti, immagini desuete e inconsuete. L’obiettivo è scommettere su linguaggi visivi che rompano con l’ordinaria visione cinematografica, costrutti visivi spesso dimenticati e soprattutto censurati, andando a ricercare quegli autori che hanno sperimentato e giocato nuove modalità di senso e significato pur facendo parte di quel tessuto culturale e cinematografico largamente assimilato.

Tre i percorsi presi in considerazione per questa 10ª edizione:

FEDERICO FELLINI a episodi

N.A.C: animazione underground americana anni Sessanta

DIECIANNI del festival

FEDERICO FELLINI a episodi
Uno dei fenomeni produttivi che contraddistingue il cinema italiano degli anni Sessanta è il film a episodi: i grandi maestri del dopoguerra, i padri fondatori e i rappresentanti della seconda generazione del neorealismo, insieme agli autori della nascente commedia e ai giovani cineasti esordienti, si trovano spesso coinvolti in progetti cinematografici collettivi e a più mani/occhi. Il fenomeno dei “film a puntate” tocca anche Federico Fellini che proprio in quegli anni gira due episodi in altrettanti progetti. Nel 1953 con Agenzia matrimoniale, quarto cortometraggio del zavattiniano L’amore in città, in compagnia di Carlo Lizzani (Amore che si paga), Michelangelo Antonioni (Tentato suicidio), Dino Risi (Paradiso per tre ore), Francesco Maselli/Cesare Zavattini (Storia di Caterina) e Alberto Lattuada (Gli italiani si voltano). Sarà poi la volta di Le tentazioni del dottor Antonio, secondo episodio di Boccaccio ‘70 (1962), insieme a Renzo e Luciana (Mario Monicelli), Il lavoro (Luchino Visconti) e La riffa (Vittorio de Sica), e di Toby Dammit, terzo mediometraggio di Tre passi nel delirio (1968), con Metzengerstein di Roger Vadim e William Wilson di Louis Malle.
Il genio creativo felliniano, che difficilmente si mette a servizio di progetti narrativi rigidi e pre-confezionati, rende piuttosto autonomi dal progetto collettivo ciascuno dei tre episodi girati, favorendo un’espressione creativa di ossessioni e di visioni del tutto personali. Se per esempio lo scopo de L’amore in città era quello di far cimentare diversi registi col film-inchiesta, ritenuta l’unica forma capace di mostrare la necessaria e stretta dipendenza tra il cinema e il reale, Fellini non avrà alcun timore nel sottolineare la distanza che intercorre tra questa idea di fondo e il cinema che ha in mente. E ancora: per Toby Dammit, doveva semplicemente mettere in scena un racconto di Edgar Allan Poe (nello specifico Non scommettere la testa col diavolo), finirà invece per far rivivere il grande rimpianto di un film che non riuscì mai a realizzare. Più vicino ai dettami del progetto comune è invece Le tentazioni del dottor Antonio: Boccaccio 70 infatti, doveva prendere spunto dalle novelle boccaccesche per raccontare la trasformazione dei costumi dell’Italia del boom economico. Fellini sceglie ancora una volta il suo mondo ironico e onirico, popolato dai suoi tipici personaggi ‘macchiettistici’ (un grande Peppino de Filippo – del quale decorrono quest’anno trent’anni dalla morte – e Anita Ekberg).

N.A.C.: animazione underground americana anni Sessanta
Nel grande ed eterogeneo mondo del N.A.C. (New American Cinema), movimento rinnovatore del cinema americano degli anni Sessanta, la presenza di registi che si muovono nel mondo del cinema d’animazione, in tutte le sue sfaccettature, è piuttosto consistente. La lezione del neozelandese Len Lye, così come quella del canadese Norman McLaren, insieme ovviamente alla prima generazione di cineasti d’avanguardia come Oskar Fischinger, Victor Eggeling, Hans Richter (oltre ai pionieri dell’animazione come Newcombe, M.E.Bute, F.Lee, D.Crockwell, D.Grant), si uniscono alle spinte che provengono dal vecchio continente, creando una serie di congestioni e innovazioni che fanno del cinema d’animazione di quegli anni un momento davvero originale e decisivo.È possibile dividere il cinema d’animazione underground americano degli anni Sessanta in due grandi sezioni: da una parte i Film-collage, film cioè che utilizzavano tecniche pittoriche (di chiara ascendenza dadaista e surrealista) per mescolare elementi grafici e plastici di varia entità. Stan Vanderbeek, in qualche modo vicino alla cultura Pop, dirige il suo sguardo spregiudicato e ironico sulla società di quegli anni (Science Friction, Wheeels no.2); Robert Breer utilizza l’arte del collage per mettere in discussione lo statuto stesso della visione, mai contemplativa e sempre disseminata di improvvise accelerazioni e shock (i quattro cortometraggi della rassegna prendono in considerazione solo i suoi esordi: Un miracle, Jamestow baloon, ma anche Recreation dove la velocità e l’alternanza dei fotogrammi accompagnano la voce off del critico e storico del cinema Noël Burch).
La seconda sezione del cinema d’animazione undergound è costituita dai Film-mistici, opere che risentono della cultura psichedelica di quegli anni, per di più legate alla ricerca di percezioni “espanse” e ‘allargate’. Tra i maggiori rappresentanti ci sono Jordan Belson, autore di punta del cinema ‘cosmico’ (Allures), Harry Smith, figura poliedrica di tutta l’Avanguardia americana (filmaker, pittore, musicologo, antropologo, occultista, esoterico) – Early Abstractrions 1,2,3,4,5,7,10, e i fratelli James e John Whitney, pionieri della computer grafica con i loro primi esperimenti analogici e poi digitali (lo stesso Stanley Kubrick, per la sequenza del viaggio cosmico di 2001:Odissea nello spazio, ha trovato una ulteriore fonte di ispirazione proprio nei lavori di Jordan Belson e dei fratelli Whitney).
Figura cerniera tra le due sezioni dell’animazione underground è Larry Jordan: visivamente vicino alle opere “collage” di Max Ernst (Our lady of the sphere), il suo cinema è ossessionato da elementi spirituali e mistici con momenti di psichedelia pura. Il cinema espanso (l’expanded cinema, oggetto di studi di Gene Youngblood) e il film psichedelico nascono proprio in questo periodo, e questi autori o ne fanno già parte (Belson, Vanderbeek, Jordan) o gettano le basi per un suo imminente sviluppo.

DIECIANNI di Festival
Cortopotere ShortFilmFestival compie 10 anni, così come l’Associazione Culturale Fidelio che ne è la promotrice. Per festeggiare al meglio le dieci edizioni del festival saranno presentati al pubblico 10+10 cortometraggi, scelti tra i più rappresentativi selezionati nel corso degli anni, spaziando dal concorso nazionale a quello internazionale, dalla fiction al documentario, dall’animazione alle opere sperimentali, raccontando così la storia del festival attraverso ciò che ne costituisce la materia prima: i cortometraggi.
Ripercorrendo la storia del festival attraverso i nomi dei registi che hanno partecipato al concorso nazionale, ci si accorge come Cortopotere SFF, in questi dieci anni, ci ha raccontato di autori italiani che sono cresciuti, per i quali la produzione di cortometraggi ha aperto la strada al lungometraggio, in qualità di registi, ma anche di sceneggiatori o attori ormai noti. Per citarne alcuni: Giorgio Diritti, Susanna Nicchiarelli, Valerio Mastandrea, Federica Pontremoli. Molti i giovani autori diplomatisi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, che sono ora impegnati nella realizzazione di lungometraggi: Claudio Giovannesi, Sergio Basso, Matteo Rovere. Cortopotere è anche racconto di autori che hanno fatto del cortometraggio il loro formato prescelto, quello eletto ad essere descrizione sintetica del loro mondo interiore e della loro visione sull’intorno., basti pensare a Davide Pepe e a Simone Massi.

Le date:

Domenica 24

DIECI ANNI di Festival – prima parte
ore 20.30 all’Agorà, presso lo Spazio Polaresco –Bg

Martedì 26

FEDERICO FELLINI a episodi
ore 20.30 all’Auditorium di Piazza della Libertà in collaborazione con Lab80 Film

Venerdì 29

N.A.C.: animazione underground americana anni Sessanta
ore 22.30 all’Auditorium di Piazza della Liberta

Domenica 31

DIECI ANNI di Festival – seconda parte
ore 20.30 all’Auditorium di Piazza della Liberta

N.A.C.: animazione underground americana anni Sessanta
ore 22.30 all’Auditorium di Piazza della Liberta

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