Avengers: Endgame, l’ultimo capitolo della saga dei supereroi funziona e regala grandi emozioni

Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures, Avengers: Endgame è il ventiduesimo film della famosa saga della Marvel Cinematic Univers. Il film funziona e regala belle emozioni

  • Anno: 2019
  • Durata: 189'
  • Distribuzione: Walt Disney
  • Genere: Azione, Avventura, Fantasy
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Joe Russo, Anthony Russo
  • Data di uscita: 24-April-2019

La pellicola, del 2019, è un’opera dei fratelli Anthony e Joe Russo ed è il seguito di Avengers: Infinity War del 2018. Il film c’è! In tutta la sua grandiosa esecuzione e, com’è solito in questa serie, regala delle belle emozioni anche se ci lascia un po’ con la bocca amara. D’altra parte c’era da aspettarselo visto che questa produzione rappresenta una sorta di saluto al passato, voluto e preannunciato. Ma nessuno qui ha intenzione di spoilerare poichè si tratta, certamente, di un film da vedere.

Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures, Avengers: Endgame è il ventiduesimo film della famosa saga della Marvel Cinematic Universe. Christopher Markus e Stephen McFeely firmano l’ottima sceneggiatura, ma è soprattutto la ricchezza del numero degli attori che fa la differenza. L’entrata in scena di ciascuno, distribuita con discrezione, fa restare tutti con il cuore in gola. Eccoli sono arrivati! L’uno dopo l’altro, e sono una gioia per gli occhi di ogni appassionato cultore del genere. Ci sono tutti, magari solo in un cameo, ma riempiono comunque lo schermo, come ad esempio Michel Douglas trasformato per pochi secondi in un giovanissimo. O con l’incredibile l’ironico Thor, (Chris Hemsworth), che ha sempre problemi col suo martello e che compare nel film con molti chili in più.

Anche in questo caso, i Vendicatori di Marvel Comics sono tutti insieme, come nel film precedente. Da non sottovalutare la presenza consolatoria di una buona parte dei protagonisti de I Guardiani della Galassia, che hanno il compito di rendere un po’meno seriosi i super eroi classici, che, da che mondo è mondo, se la tirano po’, con la loro eterna aria da primi della classe.

Le riprese, iniziate nell’agosto 2017 presso i Pinewood Atlanta Studios, si sono svolte in contemporanea con quelle di Infinity War e si sono concluse nel Gennaio 2018. Il titolo definitivo del film, Avengers: Endgame, è stato reso noto da poco, il 7 Dicembre 2018. Il fatto che i due film sono stati girati insieme purtroppo si vede. A volte le scene sembrano mescolate e giustapposte come in un gioco a incastro e non si capisce bene la sequenza logica delle azioni intrinseche, anche se ovviamente la storia, nella sua semplicità, è chiarissima. Sì, in effetti non c’è molta “storia” in questo film, salvo le pregresse storie familiari e l’eterna lotta tra il bene e il male. Ma è quell’ultimo tema che vince, e tutto è pervaso da un senso d’ineluttabilità, come dice Thanos nella sua dichiarazione programmatica che, nel corso della pellicola, viene più volte reiterata: “Sono l’ineluttabile!“. La filosofia, si proprio lei, entra più volte nei film della Marvel, a contrappuntare le scene d’azione, e questa frase ricorda Carl Gusta Jung. Thanos rappresenta, dunque, il male non assoluto ma relativo, ciò che non può essere evitato, ma talvolta appunto ineluttabile e necessario per arrivare alla catarsi. Altrettanto interessanti le meditative e profonde riflessioni sulla vita da parte di Toni Stark (Robert Downey Jr.), che appare meravigliosamente invecchiato e pieno di maturazione interpretativa, degna di un attore teatrale. Insomma, come sempre, vade retro, chi vuole liquidare la saga come leggera e priva di contenuti. Basta cercare un po’ più a fondo per apprezzarla su più livelli e percepirne i significati altri, ma anche la poesia e la voglia di tenerezza. Non ultima la breve citazione nell’immagine della crescita da virgulto a giovane alberello dell’indimenticabile Grut.

Sin dalle prime inquietanti scene, solo apparentemente idilliache, tutta la vicenda viene potentemente sottolineata da una musica potente e immaginifica, che suggerisce il dramma immanente. Il primo a entrare in scena è Occhio di Falco (Jeremy Renner) che, da dolce papà borghese, finirà per diventare un vendicatore classico con i capelli tagliati in stile punk. Da notare Capitan America che, molto presente durante il film, diviene l’ago della bilancia in molti punti della storia, ma alla fine, pur acquistando una bella dimensione eroica, non sfugge ai parrucchieri che gli sistemano sulla testa un improbabile ciuffo. E poi Hulk/Bruce Banner (Mark Ruffalo), che, col suo talento di scienziato, ha trovato finalmente una dimensione intermedia tra la sua figura di mostro e uomo e che quindi non sta sempre a soffrire per le sue improvvise trasformazioni. Una Scarlett Johansson sottotono prelude a inaspettate vicende future. Ma le note oscure della musica, che corrispondono alla vicenda e che fanno vibrare i cuori, sono sempre in agguato a farci comprendere che siamo davvero in un Endgame. Un alternante arcobaleno dove, nel bel mezzo di un dramma, gli sceneggiatori, per fortuna, non fanno mancare le classiche battute comiche e destabilizzanti, che, opportunamente, stemperano i momenti di tensione (tra queste, le citazioni opportune di vecchi film di fantascienza perfettamente contestualizzate).

Tra i momenti drammatici, ma nel contempo esaltanti, il più importante è quello dell’epica battaglia tra bene e male, le cui immagini, girate dall’alto come a volo d’uccello, evidenzieranno la grandezza dei due eserciti in lotta. Eserciti animaleschi e barbari, quelli del titano Thanos (Josh Brolin), fieri e gloriosi, quelli di Toni Stark, formati da vecchi e nuovi amici e anche da un esercito tutto al femminile, quasi di amazzoni, composto cioè da tutte le donne della serie. Anzi, deus ex machina e risolutrice di molti momenti critici della storia non è un uomo ma Captain Marvel (Brie Larson), la misteriosa fanciulla e nuova eroina, che guarda le cose spesso da lontano, come a sovrintendere anche il prossimo futuro della saga e, in nuce, sicura protagonista di un “dopo” ancora non scritto.

Il film, come sempre, è godibile per grandi e piccini, anche se gli appassionati della serie sono i soli che potranno seguire tutti i nessi e le relazioni tra i personaggi vecchi e nuovi e, soprattutto, apprezzare l’incontro reiterato con i nostri amici supereroi la cui storia è quasi famigliare. Come accade nel ritrovare la bella e indimenticabile Renè Russo (1954), nei panni  di Trigga, della mamma di Thor, che travalica epoche diverse e che già fa parte nella storia del cinema con la sua ineffabile classe ed eleganza. Hollywood ha capito che questi non sono film solo per adolescenti, anzi, e ha concesso ai “nostri” di imprimere nel cemento le loro impronte davanti al Chinese Theater.  Godiamoci tre ore fantastiche d’immagini senza pensare troppo e dopo potremo positivamente immaginare un nuovo futuro degli Avengers.

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Utlima modifica: 24 aprile, 2019



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