Le violente cacce all’uomo di Revenge e Motorrad

 

Il titolo è Revenge, lo abbiamo visto nelle sale cinematografiche italiane a Settembre 2018 e, sotto la regia della debuttante parigina Coralie Fargeat, pone la Matilda Lutz di The ring 3 nei pochi panni della sexy e sfacciata Jen, invitata dal suo ricco amante Richard alias Kevin Janssens alla tradizionale battuta di caccia che organizza insieme a due amici nel deserto.

Uno scenario che, magnificamente illuminato dalla fotografia di Robrecht Heyvaert, fa da sfondo alla terribile avventura in cui incappa la giovane protagonista, la quale, prima sessualmente abusata, poi gettata da una rupe e creduta morta, non esita a trasformarsi nella cacciatrice dei suoi carnefici.

Perché, a differenza di autentici classici e cult del filone basato sullo stupro e la conseguente vendetta quali L’ultima casa a sinistra di Wes Craven e Non violentate Jennifer di Meir Zarchi, la oltre ora e quaranta di visione non intende puntare ad una fredda e realistica rappresentazione, bensì a concretizzare uno spettacolo da schermo che, complici i decisamente poco credibili risvolti, sembra avvicinarsi, in un certo senso, a determinate vicende dei supereroi da fumetto.

Del resto, pur non possedendo alcun potere straordinario, Jen riesce a sopravvivere ad una trave di legno che le trafigge il torace, per poi passare alla violenta resa dei conti comprendente, tra l’altro, un occhio infilzato e un vetro conficcato sotto la pianta del piede; al servizio di una efficacemente lenta ed estenuante eliminazione di cattivi non priva di immagini disturbanti e impreziosita da un comparto visivo decisamente accattivante (si pensi solo alle formiche immortalate in dettaglio che scorrazzano sulla ferita aperta).

Senza mai incappare in banali soluzioni narrative, fino al lungo e teso scontro finale in casa “disegnato” a dovere dalla steadycam e che è ora possibile avere nella splendida qualità dell’alta definizione grazie al blu-ray limited edition incluso da Koch Media nella sua collana Midnight Factory, comprendente due gallerie fotografiche dal set, una featurette di quasi tre minuti relativa agli effetti speciali del film, un’intervista alla Lutz e una alla regista nella sezione extra.

Blu-ray corredato di booklet all’interno della confezione, come pure quello di Motorrad, altra novità targata Midnight Factory che, però, datata 2017 approda in questo caso nel mercato dell’home video tricolore senza passare prima sui grandi schermi dello stivale più famoso del globo.

Un inedito di produzione brasiliana, ma che vede dietro la macchina da presa il viennese Vicente Amorim che ha avuto, tra l’altro, il privilegio di dirigere Viggo Mortensen in Good: L’indifferenza del bene.

Un inedito destinato a suscitare non poca curiosità a cominciare dalla sua atipica apertura: circa tredici minuti che avanzano senza che venga pronunciata alcuna parola, mentre, aiutato da una ragazza, Hugo, interpretato da Guilherme Prates, ruba presso uno sfasciacarrozze un carburatore per la sua moto da cross.

La stessa ragazza che conduce lui, il fratello e alcuni amici motociclisti in uno splendido posto per un’escursione nella catena montuosa locale; dove, però, vengono attaccati da quattro misteriosi individui su due ruote che, completamente abbigliati di nero, si rivelano immediatamente feroci e interessati ad eliminarli dalla faccia della Terra.

Quattro individui di cui, appunto, non si sa nulla, se non il fatto che sembrerebbero veri e propri assassini nascosti dietro un casco, probabile incarnazione terrena di un male unicamente portatore di morte.

Un male il cui modo di agire ci spinge quasi a pensare (e, forse, non sbagliamo) essere una rilettura allegorica dell’Isis, considerando che, in mezzo a decapitazioni eseguite con estrema freddezza tramite l’utilizzo di machete, una vittima bruciata viva e un’altra che viene fatta annegare con un peso addosso, non possono fare a meno di tornare alla memoria tante situazioni purtroppo al centro della cronaca nera estera d’inizio terzo millennio.

Per non parlare del fatto che la benzina (vedi petrolio) finisce per diventare il bene più prezioso utile nella fuga in cerca di salvezza; nel corso di un coinvolgente, serrato thriller che riesce nell’impresa di fondere in maniera sapiente il filone dei biker movie – in voga soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta – con l’horror dal forte sapore slasher.

Con il trailer quale contenuto speciale.

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Utlima modifica: 3 febbraio, 2019



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