Euforia: Valeria Golino torna alla regia con un’opera intima e intensa

Presentato nella sezione Un Certain Regard allo scorso Festival di Cannes, Euforia di Valeria Golino getta magistralmente luce su uno stralcio importante della nostra società, attraverso la storia di due fratelli agli antipodi

  • Anno: 2018
  • Durata: 115'
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Valeria Golino
  • Data di uscita: 25-October-2018

Matteo (Riccardo Scamarcio) è un giovane imprenditore di grido, abituato a vincere, a spendere e a divertirsi con i suoi amici; all’opposto, il fratello maggiore Ettore (Valerio Mastandrea) conduce un’esistenza dimessa, isolata, fino al giorno in cui qualcosa non va nella sua testa. I due si ritroveranno così a convivere nel loft di Matteo, al centro di Roma, ed impareranno a trovare una nuova connessione e un modo per convivere pacificamente.

Presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2018, Euforia riporta dietro la macchina da presa, a distanza di cinque anni da quel piccolo gioiello che fu Miele, Valeria Golino. L’attrice, originaria di Napoli, qui in veste di regista e sceneggiatrice, confeziona un’opera intima, intensa, e per farlo si ispira alla sua esperienza, non solo dal punto di vista tecnico quanto, soprattutto, a livello personale. Gli uomini che descrive devono in qualche maniera aver fatto parte del suo passato, averlo toccato e aver lasciato un segno profondo, indelebile. Il discorso è evidente man mano che ci si addentra sempre più all’interno della narrazione: le famiglie portate sullo schermo, che siano di sangue o formatesi per una sorta di affinità elettiva, posseggono tutte una verità, una concretezza e una naturalezza non comuni nell’universo cinematografico, in special modo quello italiano.

Valeria Golino fa sua una lezione – debitrice forse in parte anche verso il cinema di Ferzan Ozpetek – e la condivide con quanti desiderino ascoltarla. Ecco, allora, che il parlare di malattia e di fratellanza, di responsabilità e diversità, diventa qualcosa di ancora più importante, di catartico, di estremamente delicato e decisivo. Attraverso la storia (e il rapporto) di Ettore e Matteo vengono sollevate riflessioni sulla vita, sul modo in cui ognuno di noi è chiamato a rispondere alle vicissitudini che si trova di fronte, su quanto una scelta possa fare la differenza.

Euforia è un’opera potente, che rilascia emozioni intense, capaci di agire anche molto dopo il termine della visione; è un’opera imperfetta ma magistralmente costruita per raccontare uno stralcio della nostra società; registicamente è un piccolo capolavoro, ricca com’è di soluzioni originali e suggestive.
E se Mastandrea conferma anche in questa occasione la sua impressionante bravura, pescando tutto ciò che fa parte di lui per dare vita a un personaggio ironico, sofferente, a tratti scorretto, è Scamarcio la vera sorpresa, qui in una delle sue migliori prove in assoluto. E chapeau alla ex Golino per averlo saputo dirigere in siffatta maniera. E un plauso anche alla scelta del titolo dato alla sua opera seconda, Euforia, che si riferisce alla sensazione provata dai subacquei nel profondo dei mari e ha a che vedere col personaggio di Ettore.

Sabrina Colangeli

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