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Prima edizione di FuoriSerie. una rassegna dedicata alla serialità televisiva e in rete

FuoriSerie si svolgerà sul territorio maremmano, tra Orbetello e Grosseto, presso la storica azienda agricola La Parrina, ospitando proiezioni, incontri, e mostre; il tutto teso a costruire un dialogo aperto e continuo sulla nuova serialità e le moderne forme di racconto.

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Vogliamo cominciare questo nostro resoconto, omaggiando una pellicola che non tutti conoscono, nella quale si racconta come il parlare in pubblico, ovvero la Ars dicendi tanto cara a Cicerone, sia una forma intellettuale, ci riferiamo a The Great Debaters – Il potere della parola (2007) di e con Denzel Washington. Quindi, assunto: “Oggi è da considerarsi illiberale biasimare l’incompetenza?”.

Dopo una sequela di presentazioni di festival e rassegne varie catastrofiche, finalmente un po’ di competenza. Sette relatori hanno parlato, e bene, in circa sessanta minuti, senza nemmeno lasciare spazio al momento egotistico delle domande, poiché si era fatta ora di pranzo e un piacevole rinfresco attendeva la Stampa. Dalla A alla Z, tutto è stato fatto ottimamente, con stile, sobrietà e simpatia, poca, quella necessaria.

La fortunata occasione è avvenuta a Roma, il 14 giugno, per la presentazione della prima edizione di FuoriSerie: una rassegna dedicata alla serialità televisiva e in Rete, che si svolgerà in Toscana, dal 22 al 24 di questo mese. Già il tema di per sé presuppone un certo grado di preparazione, e ciò è stato comprovato dalla esposizione dei due curatori della manifestazione, Giuliana Aliberti e Fabio Ferzetti. La prima ha giustamente posto la questione che piattaforme come Netflix stiano cambiando il modo di scrivere le sceneggiature; mentre il secondo si è soffermato su di una interessantissima dicotomia tra cinema e serie TV, poiché nei film in sala, specialmente di un tempo, c’è la parola “FINE”, laddove la serie è, per dirla proprio con Ferzetti: “Una promessa di vita infinita”.

FuoriSerie si svolgerà sul territorio maremmano, tra Orbetello e Grosseto, presso la storica azienda agricola La Parrina, ospitando proiezioni, incontri, e mostre; il tutto teso a costruire un dialogo aperto e continuo sulla nuova serialità e le moderne forme di racconto. Il programma di questa Kermesse è disponibile in Rete a questo indirizzo: https://www.fuoriseriefest.com/

Tra i tanti momenti interessanti, ne segnaliamo due. Il primo è quello del 22 giugno (ore 22:30), con l’anteprima nazionale delle prime due puntate di SMILF, una irriverente serie americana sulle donne single, la quale promette di essere positivamente salace. Il secondo si terrà il giorno seguente (sempre alle 22:30), con la proiezione dell’ultimo episodio della prima stagione di Skam, il remake italiano della rivoluzionaria serie norvegese che ha trasformato il modo di raccontare l’adolescenza. A tal proposito, alla presentazione romana, vi erano sia la produttrice, Anna Maria Morelli (TIMVISION), che il regista, Ludovico Bessegato, della serie. Onestamente, non condividiamo affatto l’impianto su cui si basa questo prodotto, nel suo “rincorrere” affannosamente i giovani di oggi, piegandosi al loro modo di parlare e pensare, anziché imporgli, sì imporgli, dei modelli da emulare. Ciò detto, la loro relazione è stata assolutamente ben argomentata e anche piacevole da seguire e questo è quanto basta per essere rispettati in un mondo evoluto degno di tale nome.

In sostanza, non è che si scrive male di determinate cose, poiché si ha una oscura e morbosa pulsione a criticare. La mediocrità e la incompetenza, che sono i veri mali di questa epoca, quella dei “numeri senza qualità”, come affermò René Guénon, vanno ostacolate. E se questo è visto come un atto reazionario, lo prendiamo come un gran complimento. Oggi, abbiamo ascoltato dei professionisti, talvolta condividevamo il loro pensiero, altre volte meno, ma va bene così. Siamo tornati davanti al nostro computer con la voglia scrivere, con degli spunti nella testa, diciamo con una mentalità positiva. Fidatevi, che quando si ascoltano dei ciarlatani, come purtroppo sovente capita, tutto questo non avviene e davanti a quello stesso computer ti chiedi: “E ora che mi invento?”.

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