Dal 19 marzo al cinema per Warner Bros. Pictures, Idoli – Fino all’ultima corsa sfrutta il fascino della velocità e dell’adrenalina per raccontare una storia di seconde occasioni. Diretto da Mat Whitecross e interpretato da Claudio Santamaria, il film appare un prodotto di intrattenimento senza pretese ma dal buon ritmo. Quest’ultimo è dato dalla struttura narrativa, scandita di gara in gara – rigorosamente rese da un punto di vista alquanto realistico – e dalla godibile colonna sonora, tra cui spunta il nome di Ana Mena (presente anche tra i protagonisti).
Idoli – Fino all’ultima corsa | La trama
Edu Serra (Óscar Casas) ha sempre avuto un sogno, sin da quando era un bambino: diventare un campione della MotoGP. Nel suo sangue scorre la passione per la velocità e l’adrenalina, ereditata dal padre, il famoso pilota Antonio Belardi (Santamaria), con il quale però non ha più rapporti. Dopo la perdita della madre e in seguito a un evento che li ha allontanati, i due si sono persi. Nonostante l’amore per le moto in comune, il figlio non ha voluto avere più niente a che fare col genitore. Caso vuole, però, che quest’ultimo venga scelto come suo allenatore all’interno di un team che lo seleziona e lo mette in prova.

I simili si riconoscono tra loro.
Con i problemi comportamentali che ha, Edu fatica non poco ad adattarsi alla nuova situazione. Motivo per cui stabilisce un patto con Antonio: lui penserà solo al suo addestramento, senza mettere bocca nel privato o parlare dei loro trascorsi. Comincia così un periodo particolarmente impegnativo, non solo sul piano fisico, quanto su quello psicologico, perché inevitabilmente la vicinanza dell’uomo riporterà a galla traumi e rimpianti legati al passato.
Come sfruttare il fascino della MotoGP per raccontare una storia di riscatto e perdono
Idoli – Fino all’ultima corsa usa la facciata di film di intrattenimento per andare a raccontare una storia di riscatti e rivincite. Edu e Antonio convivono con ferite difficili da rimarginare, ma il motociclismo permetterà loro di ritrovare un modo di comunicare e connettersi fondamentale. Se per il primo lo è dal punto di vista della crescita personale, attraverso cui imparerà anche a gestire la rabbia e l’orgoglio, per il secondo è uno spiraglio di speranza verso il perdono nei confronti di se stesso.
Corro per vincere.
Casas e Santamaria funzionano molto bene insieme, credibili al punto giusto e decisamente divertiti dalla prova che stanno sostenendo. In fondo chi non vorrebbe essere a contatto con moto e piloti di quel calibro, nei circuiti più famosi del mondo? La vera sorpresa è però Ana Mena, la cantante conosciuta a Sanremo 2022: la giovane artista spagnola, classe 1997, cattura lo sguardo con la sua presenza scenica, fatta di non sola bellezza. Unica pecca della pellicola – almeno da noi – sembra essere il doppiaggio, che penalizza inevitabilmente alcuni attori, già relegati a ruoli minori e banali.
Al di là di questo, rimane una buona alternativa per una serata in spensieratezza, che gioca con il fascino della MotoGP e con quello dei suoi protagonisti, senza risultare in alcun modo pretenzioso.
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