Il successo: dopo Il sorpasso ancora Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant in un film che mette in scena la degenerazione provocata dal miracolo economico

Il successo è un film che certamente ricorda, per tematiche e dinamiche, Il sorpasso, ma che ha una sua anima delineata e costituisce, ancora oggi, una testimonianza preziosa di un passaggio cruciale della storia del nostro paese

  • Anno: 1963
  • Durata: 99'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Mauro Morassi (Dino Risi, non accreditatiìo)

Scritto da Ettore Scola e Ruggero Maccari e diretto da Mauro Morassi (alla regia partecipò anche, non accreditato, Dino Risi), Il successo (1963), come molti cronisti dell’epoca ravvisarono, s’insinuava apertamente nel solco tracciato dall’ineguagliabile capolavoro della commedia italiana, Il sorpasso (anch’esso sceneggiato da Scola, Maccari e Risi), girato l’anno precedente. Accompagnato dalle musiche del maestro Ennio Morricone – ma sono presenti anche molti brani in voga all’epoca –, il film è interpretato dalla stessa coppia che fece scalpore poco prima, Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant, oltre alla sempre ottima Anouk Aimée, reduce dagli straordinari successi de La dolce vita e di Federico Fellini.

Stavolta è Giulio Cerioni – Gassman il vero protagonista, sebbene Sergio – Trintignant mantenga gli stessi tratti caratteriali del Roberto Mariani della pellicola di Risi. La coppia diviene trio con l’inserimento della compagna di Giulio, Laura – Aimée, la quale fornisce un ulteriore contrappunto alla personalità ‘ruggente’ di un uomo sopraffatto dal desiderio di ottenere un riconoscimento economico, a partire del quale poter ritrovare la stima in se stesso. Il denaro, il raggiungimento del potere nell’Italia del miracolo industriale all’inizio degli anni Sessanta, diventa un’ossessione che induce un semplice impiegato a ‘sorpassare’, anche in questo caso, tutto il mondo affettivo che gli gravita intorno; lentamente perde di vista il valore di ciò che davvero conta, mosso esclusivamente dalla miope brama di un volgare arricchimento, tramite cui accedere a un mondo patinato e opulente che, in quel momento storico, era divenuto parte essenziale di un ambito immaginario. Una parabola amara, dunque, che segnalava di nuovo quanto il passaggio dall’Italia paleo-capitalista (come la definiva Pier Paolo Pasolini) a una completamente sussunta dalla logica del profitto stava provocando una mutazione antropologica radicale, dando vita a un universo di consumatori che metteva al primo posto il godimento provocato dall’acquisto dei beni materiali, rispetto ai rapporti con l’altro, dalla famiglia a quelli comunitari. Fu una degenerazione senza precedenti che Risi raccontò in tanti dei suoi film: da Una vita difficile a Il gaucho, da Operazione San Gennaro a Il tigre, fino al profetico In nome del popolo italiano.

Non è dato, purtroppo, sapere con certezza quanto ne Il successo si debba a Risi e quanto a Morassi. Del secondo è noto che morì prematuramente, a soli 41 anni, dopo aver realizzato pochi, non significativi film (Il cocco di mamma, 1957, Juke box – Urli d’amore, 1959, Mariti in pericolo, 1961). Il cast artistico (di nuovo Gassman e Tritignant) e tecnico (dalla produzione di Mario Cecchi Gori al montaggio realizzato ancora una volta da Maurizio Lucidi, nonché le scenografia di Ugo Pericoli) lascia presagire che probabilmente fu un’operazione destinata a essere concretizzata, almeno inizialmente, da Dino Risi. Poi, forse, il noto cineasta, comprendendo quanto il film fosse un progetto che voleva a tutti costi sfruttare gli ottimi riscontri ottenuti da Il sorpasso, si tirò indietro, non aderendo alla logica commerciale sottostante.

Ciononostante, Il successo è un buon film, godibilissimo, con un Gassman in grandissima forma, un incontrastato mattatore, capace da solo di reggere la scena. I personaggi che gli girano intorno (segnaliamo a proposito anche la partecipazione di Gastone Moschin e Umbero D’Orsi) sembrano quasi ‘ventriloquiati’ da lui, laddove Giulio Cerioni è un vulcano di idee, iniziative, che non manca di mettere in pratica pur di ottenere il tanto agognato prestito che gli permetterebbe l’acquisto di un terreno su cui successivamente lucrare a oltranza. Un film, dunque, che certamente ricorda, per tematiche e dinamiche, Il sorpasso, ma che ha una sua anima precisa, coerente, e costituisce una testimonianza preziosa di un passaggio cruciale della storia del nostro paese; senza contare la splendida sequenza finale, sulle note di un celebre brano di Rita Pavone, che ancora mantiene intatta tutta la sua forza malinconica. Ecco perché Il successo è un film che dev’essere senz’altro visto (e rivisto).

Distribuito da CG Entertainment, Il successo è disponibile in dvd, in formato 1.85:1, con audio Dolby Digital 2.0 e sottotitoli per non udenti opzionabili.

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Utlima modifica: 28 marzo, 2018



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