Stasera in tv su Paramount Channel alle 21,10 Milk, il biopic di Gus Van Sant interpretato da Sean Penn

Il regista di Paranoid Park, Last days ed Elephant ha ritenuto opportuno ritrarsi per mettersi completamente al servizio della storia di Milk, primo gay dichiarato a essere eletto a una carica politica negli Stati Uniti

  • Anno: 2008
  • Durata: 128'
  • Distribuzione: Bim Distribuzione
  • Genere: Biografico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Gus Van Sant

Stasera in tv su Paramount Channel alle 21,10 Milk, un film biografico del 2008 diretto da Gus Van Sant, sulla vita di Harvey Milk, primo gay dichiarato ad essere eletto ad una carica politica negli Stati Uniti. Milk, famoso per le sue lotte per i diritti dei gay, è interpretato da Sean Penn. Negli Stati Uniti, il film ha avuto una distribuzione limitata il 26 novembre 2008, giorno dell’anniversario dell’assassinio di Milk e Moscone, per poi essere distribuito nelle sale in modo più esteso il 5 dicembre 2008. In Italia è stato distribuito il 23 gennaio 2009 dalla Bim Distribuzione. Ha ottenuto otto candidature ai Premi Oscar 2009, vincendone due per il miglior attore protagonista a Sean Penn e la migliore sceneggiatura originale a Dustin Lance Black. Con Sean Penn, Emile Hirsch, Josh Brolin, Diego Luna, James Franco.

Sinossi
La drammatica vicenda di Harvey Milk, attivista e politico gay, che venne eletto come supervisore nel municipio di San Francisco e che venne assassinato nel 1978, insieme al primo cittadino George Moscone, dal suo predecessore Dan White, dando poi seguito a un processo molto discusso che sconvolse l’opinione pubblica e la comunità omosessuale statunitense.

La recensione di Taxi Drivers (Luca Biscontini)

Gus Van Sant c’è, ma non si vede: il regista di Paranoid ParkLast days ed Elephant ha ritenuto opportuno ritrarsi per mettersi completamente al servizio della storia di Milk, fervente attivista omosessuale di San Francisco, il quale, alla fine degli anni ’70, dopo vari tentativi falliti, venne eletto alla carica di consigliere distrettuale. Masaniello delle minoranze, Milk, grazie all’intensa lotta condotta durante più di un decennio, riuscì a far uscire allo scoperto quel dieci per cento della popolazione americana che, vittima di un’insulsa crociata catto-perbenista, esitava a vivere pubblicamente le proprie preferenze sessuali. L’associazione indebita dell’omosessualità alla pedofilia o la presunta inadeguatezza di gay e lesbiche all’esercizio dell’insegnamento costituiscono solo alcune delle improprie propagande messe in atto dalla fazione fascista-borghese per mantenere “gaiamente” (è proprio il caso di dire) la minoranza nei suoi ghetti. Ciò che definisce la minoranza è il non-voler divenire maggiore, ovvero non ambire ad alcuna forma di potere e ciò attraverso un movimento sradicante la verticalità dei rapporti in favore di un’orizzontalità che fa della mancanza la propria essenza. E questo continuo movimento, che costringe alla continua messa in discussione di se stessi, fa paura.

Il film si basa su una sceneggiatura di Dustin Lance Black, che rimase fortemente impressionato dalla figura di Harvey Milk. Dopo aver visionato il documentario di Rob Epstein The Times of Harvey Milk, iniziò a raccogliere informazioni sulla vita dell’attivista, una ricerca che lo tenne impegnato per oltre tre anni. La sceneggiatura di Black si focalizza sugli ultimi otto anni di vita di Milk, dal 1970 fino al 1978, anno del suo omicidio. La sua trasposizione è stata premiata con l’Oscar nel 2009.

«La paura mangia l’anima», diceva Rainer Werner Fassbinder, e Milk vittima della paura, non sua ma degli altri, alla fine pagò un prezzo altissimo. Sul piano estetico il film appare sufficientemente articolato, con un taglio molto documentaristico. Sean Penn, che ha voluto fortemente il ruolo di protagonista, si è guadagnato il plauso di stampa e critica, che hanno definito la sua interpretazione straordinaria e meritevole dell’Oscar. Infatti, il 22 febbraio 2009, vince la sua seconda statuetta come miglior attore, dopo quella del 2004 per Mystic River di Clint Eastwood.

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Utlima modifica: 3 marzo, 2018



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