Il condominio dei cuori infranti

Il condominio dei cuori infranti e la magia del reale

Film stralunato, Il condominio dei cuori infranti, ma non strampalato, nonostante alcuni momenti fuori dal comune. Magia del reale, più che realismo magico , dove non si vede nessuno volare sulle scope (Miracolo a Milano), né l’albero che fiorisce all’improvviso (Miracolo a Le Havre); al massimo un astronauta atterra sul terrazzo!

Il cliente

Il cliente: Farhadi ci racconta ancora le ferite maschili, in Iran

Sono carichi di tensione i film di Asghar Farhadi: Una separazione (2011), Il passato (2013) ed ora Il cliente. Titoli composti solo di un aggettivo e un sostantivo, sobri, come sobrio e asciutto è il suo cinema. Storie quasi del tutto girate all’interno della famiglia, in relazioni domestiche, di coppia, e con se stessi

Rocco Schiavone

Le ombre di Rocco Schiavone e qualche luce di Massimo Viviani

Mercoledì sera ci intristiamo (ma quanto partecipiamo!) vedendo Rocco Schiavone, e il venerdì sera ci si diverte un po’ (con un’adesione più lieve, ma ben venga!) davanti alle storie di Massimo Viviani. Ma le puntate di Schiavone finiscono questa settimana, e anche quelle del BarLume tra non molto. Peccato!

La vita possibile

La vita possibile: siamo tutti equilibristi

La vita possibile di Ivano De Matteo è una storia di grandi solitudini, quella di Valerio, prima di tutte, che deve affrontare un mondo del tutto nuovo in momenti di enorme fragilità, ma anche di Anna, ovviamente, e di Carla, che ha fallito nel lavoro e nella vita sentimentale

Orecchie

Orecchie di Alessandro Aronadio: ascoltare solo ciò che merita

Il regista Alessandro Aronadio ha saputo amplificare situazioni reali, che si accumulano in questa storia dal mattino al tramonto, facendoci vedere con la lente dell’esagerazione ciò che in fondo ci appartiene. Quell’indecifrabilità del quotidiano che a volte ci sommerge e che può farsi miscela esplosiva se incontra un momento esistenziale difficile. Ma ha voluto poi dare al protagonista, nel quale facilmente ci si identifica sorridendo, la possibilità di un riscatto, o di un contatto finalmente autentico con la propria identità. E gliene siamo grati

Ma Che colpa abbiamo noi

Ma Che colpa abbiamo noi di Carlo Verdone

Perché proporvi, oggi, un film che ha più di un decennio, e il cui regista non è nemmeno tra i preferiti di chi scrive? È che nel film di Verdone, ancora attuale, molte scene, con la loro leggerezza divertente e divertita, potrebbero essere usate nelle scuole di formazione in psicoterapia o counseling, e qualcuno potrebbe pensare di frequentarne una (o, perché no, sottoporsi ad una breve o lunga terapia, se è vero che l’estate porta consiglio), o solo riflettere sulle modalità di una comunicazione sana.

Cannes

Luci e ombre (parziali) dopo Cannes

Dopo la rassegna Le vie del Cinema, la manifestazione che ha portato i film di Cannes a Milano, Margherita Fratantonio fa un bilancio delle pellicole più significative: pare comunque, per quello che si è visto, che di ombre nelle storie personali e familiari che sono state raccontate ce ne siano davvero parecchie

Florida

Florida

Diceva Truffaut: Quando si riesce ad alternare l’umorismo con la malinconia, si ha un successo, ma quando le stesse cose sono nel contempo divertenti e malinconiche, è semplicemente meraviglioso. Forse Florida non raggiunge l’incanto di cui parlava Truffaut, ma il successo se lo merita, eccome! Se non riesce ad ammaliare, è solo per le aspettative sbagliate dovute al nome del regista e alle anticipazioni furbette del film, come troppe volte succede

Lunchbox

Lunchbox di Ritesh Batra

Siamo in India, in un’affollatissima, frenetica Mumbai, ma dimentichiamo fin da subito la moda bollywoodiana di danze, canzoncine e coreografie esotiche. Lunchbox è una commedia che, a parte l’ambientazione, potrebbe somigliare a qualunque altra narrazione occidentale, perché è la storia di due solitudini che si incontrano, per caso, per il destino, per una coincidenza o semplicemente un errore umano

Weekend

Weekend: una storia gentile sull’intimità amorosa

È vero, come hanno detto in tanti, che Weekend racconta l’intensità di un incontro, indipendentemente dal genere dei protagonisti, i quali si aprono l’uno all’altro in un’intimità che non crea imbarazzo, neppure nelle scene di sesso. Racconta lo scambio, reso con il caffé che Russel (Tom Cullen) porta a Glen (Chris New) dopo la prima notte insieme, ricambiato da Glen la mattina del secondo giorno, così come tutto è restituito: gli sguardi, le effusioni, le parole

Remember

Remember: la memoria e l’oblio

In Remember, Atom Egoyan, canadese di origine armena, ha ancora sentito il bisogno di ritornare agli orrori del Novecento, forse per rielaborarli, sempre che lo si possa fare, chissà. Il titolo Remember è azzeccatissimo, nel rendere una storia individuale, di memoria e identità perdute e tardivamente ritrovate, dei meandri mentali, perversi, quando le si vuole negare, ostinatamente

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Wallander: le ombre lunghe, e spesse, del Nord

Ci vuole un po’ per affezionarsi al personaggio di Kurt Wallander (Kenneth Branagh), i cui episodi sono riproposti ora su LaEffe, due sere la settimana. Scandinavo, nell’aspetto, nei ritmi, nei tempi, nelle espressioni. Wallander si nutre di pizza e cibo frettoloso, anche dopo la scoperta del diabete; il più delle volte non c’è donna a condividere i pasti con lui, né a dividerne il letto

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La vita è facile ad occhi chiusi: un bel modello di professore, un po’ adulto e un po’ bambino

La vita è facile ad occhi chiusi è un titolo altamente metaforico. Tratto dall’incipit del testo di Strawberry Fields Forever, vuole essere proprio un invito ad aprirli, gli occhi, a vivere in modo più attento nei confronti di sé e degli altri, conservando religiosamente il puer aeternus che è in ciascuno di noi, dandogli diritto di cittadinanza, senza fargli prendere il sopravvento

Pranzo di Ferragosto

Pranzo di ferragosto di Gianni di Gregorio

Pranzo di Ferragosto, un film girato in economia, in leggerezza, ma non per questo meno intenso in cui finalmente si parla di un tema che non si vuole affrontare, quello della solitudine che logora ingiustamente l’ultima fase della vita

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Suite francese

Ci sono due diversi modi per vedere Suite francese di Saul Dibb: dipendono dalla nostra conoscenza dell’opera di Irène Némirovski da cui è tratto il film, non per stanare, al solito, differenze, aggiunte e sottrazioni tra il linguaggio letterario e quello filmico. Affatto. Ma per il coinvolgimento emozionale con cui si entra al cinema, la motivazione che ci ha portati lì, l’attesa intercorsa tra l’annuncio della sua lavorazione (circa due anni fa) alla visione, finalmente.

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“Cattiva” di Carlo Lizzani

“Cattiva” ha il merito di raccontare in maniera molto chiara un momento di svolta per la storia della psicologia; è anche abbastanza coinvolgente, onesto, come onesta è stata tutta la produzione di Carlo Lizzani, forse tra i maestri del cinema italiano, il meno appariscente e per questo, a torto, il meno celebrato

Una scena dal film

Cena tra amici

Una brillante commedia uscita nel 2012 su come gli equivoci e le strane situazioni possono cambiare una tranquilla cena tra amici

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