Squarci di settima arte: il cinema totale di Stanley Kubrick

Stanley Kubrick riplasma il tempo filmico, chiude definitivamente l’era delle narrazioni chiare, lucide, lineari e programmate. E lo fa senza mai rinunciare a quel magico vortice di suspense, sorpresa, incanto, potenza e affabulazione che ha fatto della sua opera uno dei rarissimi casi in cui una poetica autoriale convive con un pubblico eterogeneo

Squarci di Settima Arte (prima parte)

  (CLICCA QUI) La storia del Cinema raccontata da Taxi Drivers (prima parte) Dopo l’enorme successo dei dossier dedicati a un certo Cinema indimenticabile (in cima ai numeri più cliccati dai lettori ci sono “Django vive, viva Django” e “La rivoluzione onirica di Jean Vigo”), Taxi Drivers Magazine si rituffa alacremente nel passato per incontrare

Squarci di settima arte: Il grande cinema d’autore (Parte 1: Europa)

Il decimo episodio degli squarci di cinema di Stefano Oddi: un viaggio (in scala inevitabilmente e dolorosamente ridotta) attraverso l’eterogenea prolificità dell’Europa cinematografica post-68. Da Luis Buñuel a Theo Angelopoulos, passando per Ingmar Bergman e i giovani talenti delle “nouvelle vagues” di Germania, Inghilterra e Polonia.

Squarci di settima arte: la New Hollywood, tra libertà e spaesamento

L’ottavo episodio degli squarci di cinema di Stefano Oddi: il nuovo cinema statunitense a cavallo tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli ’80, l’anelito libertario, critico, beffardo e nostalgico dei registi-autori americani alla ricerca delle radici insanguinate di una nazione scossa dalle guerre sporche e dal Sessantotto.

Squarci di settima arte: La rivoluzione neorealista

Il fulminante cambio di rotta inaugurato dal cinema italiano a cavallo tra ’40 e ’50. Un numero esiguo di film e autori unificabili sotto una comune e rivoluzionaria tendenza di rottura che segnalò al mondo intero una nuova strada da praticare. Insomma, il neorealismo.

Squarci di settima arte: le origini e il cinema muto

LA STORIA DEL CINEMA raccontata da Taxidrivers.: dai tentativi documentaristici dei fratelli Lumiere alle fantasmagorie di Melies, dai pioneristici esperimenti di film narrativo ai classici di Griffith, dal cinema spirituale di Dreyer agli umori tetri ed inquietanti dell’Espressionismo. L’inizio di un viaggio eccezionale.

Vita di Pi

Dopo tre anni di silenzio, Ang Lee torna dietro la macchina da presa per raccontare con occhi carichi di meraviglia l’itinerario di perdizione e rinascita del giovane indiano Pi che, sopravvissuto a una tempesta, si ritrova naufrago in pieno Oceano, a bordo di una scialuppa che deve condividere con una tigre feroce.

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