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Trento Film Festival

‘142 secondi – Il battito della terra’: la memoria che resiste nel silenzio

Al Trento Film Festival un racconto corale di memoria e resistenza che restituisce voce alle comunità dell’Appennino centrale

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'142 secondi - Il battito della terra' sul Terremoto del Centro Italia: la resilienza dell’Appennino centrale al Trento Film Festival

Tra il 24 agosto e il 30 ottobre 2016, l’Appennino centrale è stato attraversato da una sequenza sismica devastante: oltre centomila scosse, con magnitudo fino a 6.5, 299 vittime, migliaia di sfollati e un’area di circa 200 km² profondamente ferita. È da questo evento – il Terremoto del Centro Italia del 2016 – che prende forma 142 secondi – Il battito della terra, mediometraggio documentario diretto da Alessandro Beltrame e firmato dal giornalista Simone Alessandrini.

Presentato in anteprima alla 74ª edizione del Trento Film Festival, il film si inserisce nella sezione Proiezioni Speciali, distinguendosi per un approccio intimo e profondamente umano del racconto del sisma.

Leggi le altre recensioni, notizie e interviste del Trento Film Festival su Taxi Drivers.

142 secondi – Il battito della terra: raccontare per non far scomparire

“Le montagne non crollano solo quando tremano: a volte scompaiono quando smettiamo di raccontarle.”

È questa la dichiarazione d’intenti di Simone Alessandrini, che costruisce un’opera come atto di restituzione e memoria.

Il documentario attraversa i territori di Arquata del Tronto fino al Monte Vettore e al rifugio Tito Zilioli, componendo un mosaico di testimonianze dirette. Uomini e donne che hanno scelto di restare diventano i veri protagonisti: custodi di rifugi, sentieri, pascoli e identità.

La narrazione si sviluppa in prima persona, alternando voci private e istituzionali, restituendo la complessità di una ferita ancora aperta e denunciando implicitamente una responsabilità sistemica: quella di istituzioni che, per anni, non hanno investito abbastanza nella messa in sicurezza di territori fragili.

'142 secondi - Il battito della terra' sul Terremoto del Centro Italia: la resilienza dell’Appennino centrale al Trento Film Festival

Una regia tra memoria e paesaggio

Alessandro Beltrame opta per una forma classica ma efficace: interviste, materiali d’archivio e immagini evocative si intrecciano senza artifici. Le sequenze in bianco e nero fissano il trauma in un passato immobile, mentre le riprese aeree – ampie, silenziose – rivelano la maestosità dei paesaggi tra Lazio, Marche e Umbria.

Il contrasto è netto. Da un lato la distruzione, dall’altro una natura che continua a esistere, indifferente e potente. Non c’è retorica, ma una consapevolezza chiara: la natura non è né nemica né alleata, agisce secondo leggi proprie. È il rapporto umano con essa a determinare fragilità o resistenza.

'142 secondi - Il battito della terra' sul Terremoto del Centro Italia: la resilienza dell’Appennino centrale al Trento Film Festival

Restare come atto politico

Il cuore del documentario è la scelta di restare. In un’epoca dominata da modelli urbani e consumistici, il ritorno alla montagna assume una valenza quasi controculturale. Non è nostalgia, ma una forma di resistenza contemporanea.

La ricostruzione, qui, non è solo edilizia: è sociale, culturale, identitaria. Passa attraverso il quotidiano, attraverso gesti minimi e ostinati. E anche attraverso il turismo, ma un turismo consapevole, lontano da derive “macabre”, capace invece di generare comunità e valorizzare il territorio.

Il cinema come atto politico

142 secondi – Il battito della terra non è solo un documentario sul terremoto. È un film sulla permanenza, sulla dignità e sulla relazione tra uomo e territorio. Un’opera che evita la spettacolarizzazione del disastro per concentrarsi su ciò che resta e su chi resta. A dieci anni dal sisma, il silenzio delle montagne dell’Appennino centrale non è vuoto: è carico di storie, di vite e di futuro possibile. E questo film ha il merito di ascoltarlo davvero.

'142 secondi - Il battito della terra' sul Terremoto del Centro Italia: la resilienza dell’Appennino centrale al Trento Film Festival

142 secondi - Il battito della terra

  • Anno: 2026
  • Durata: 45'
  • Genere: documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Simone Alessandrini, Alessandro Beltrame