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Berlinale

‘Rosebush Pruning’: una danza vorticosa tra Eros e Thanatos

Il film presentato nel Concorso internazionale durante la 76esima edizione di berlinale racconta la vicenda di una famiglia disfunzionale in costante bilico tra Eros e Thanatos. L'opera si ispira liberamente alla celebre pellicola "I pugni in tasca" di Marco Bellocchio

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Rosebush Pruning, letteralmente “potare il roseto”, è una delle attività preferite del protagonista Edward, interpretato dall’attore inglese Callum Turner. Edward proviene da una famiglia facoltosa. Il suo interesse, come quello dei fratelli Anna e Robert, è la moda, tutti hanno un grande potenziale inattivo. Ma cosa li limita davvero? La loro insaziabile pigrizia.

Adagiati sulle spalle di un padre cieco e molto ricco, i fratelli vivono in Spagna, per l’esattezza in Catalogna. Ogni settimana rendono omaggio alla madre defunta, Pamela Anderson (fintamente morta, e questo non è uno spoiler), sbranata dai lupi, portando in sacrificio degli agnelli. Un rituale grottesco che definisce perfettamente il tono del film.

Jack e Martha: l’amore che spezza il morboso equilibrio familiare

Oltre ai tre fratelli, c’è Jack, il maggiore. È l’unico che sembra aver concluso qualcosa nella vita e aver tagliato il cordone ombelicale con la famiglia tossica. Almeno così pare.

Il tutto precipita con l’arrivo di Martha, la fidanzata di Jack, interpretata da un’inaspettata Elle Fanning.

Martha gioca un ruolo cardine. La sua presenza incrina definitivamente l’equilibrio familiare, già sospeso su un filo sottilissimo.

Come dichiarato apertamente dal regista Karim Aïnouz, Rosebush Pruning è un rifacimento de I pugni in tasca di Marco Bellocchio.

Nonostante la trama segua in parte il film originale, non si può parlare di un vero adattamento. Piuttosto, è una interpretazione soggettiva.

Rosebush Pruning mantiene un fil rouge sinistro e labile, in cui Eros e Thanatos si incontrano continuamente in una danza vorticosa ai limiti dell’incesto, alternando momenti disturbanti a intermezzi quasi comici.

La famiglia come metafora del branco di lupi

Tagliante, disarmante, il film si mostra allo spettatore crudo come la carne morta data in pasto ai lupi.

In Rosebush Pruning nessun personaggio viene risparmiato. Tutti, anche nelle loro incertezze, non riescono a dominare gli impulsi. I protagonisti diventano così una metafora dei lupi stessi.

La vergogna non esiste. Vivere al limite dei tabù sociali è ordinaria amministrazione. La provocazione è l’ancella preferita di tutti, compresi il padre e la madre.

Questo connubio porta l’erotismo incestuoso verso un’unica direzione: la morte. Solo attraverso l’omicidio Jack e Martha possono vivere la loro dimensione dionisiaca, senza alcun tipo di scrupolo.

What comes around goes around

Nonostante l’aridità dei sentimenti e un razionale completamente al servizio delle pulsioni, in nel film il cerchio della vita si chiude comunque.

La natura compie il suo corso. Il male di cui i protagonisti si nutrono, primo fra tutti il padre, ritorna indietro con la stessa forza.

L’opera non vuole insegnare nulla. Non cerca una morale. Lascia lo spettatore interdetto attraverso immagini  brillanti e oniriche, ma allo stesso tempo disturbanti, come tutti i sogni tendono ad essere. Dulcis in fundo la narrazione è  arricchita  da una colonna sonora elettronica  incalzante, quasi martellante. Accompagna lo spettatore in un’esperienza sensoriale sinestetica che lo tiene con gli occhi sbarrati e sul ciglio della sedia. È un viaggio che non lascia tregua.

Rosebush Pruning è allo stesso tempo una storia di fantasia e un incubo terribile e forse è anche il sogno erotico più proibito.

Ma alla fine, cosa importa davvero? Ciò che resta è la sensazione di giocare ogni giorno a scacchi con la morale e con la morte.

E forse, in questo gioco, l’unica cosa che conta è essere fino in fondo se stessi, con tutte le proprie brutture in vetrina.

Rosebush Pruning

  • Anno: 2026
  • Durata: 94'
  • Genere: drammatico, commedia, grottesco
  • Nazionalita: Italia, Germania, Spagna, Regno Unito
  • Regia: Karim Aïnouz