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Ci lascia all’età di 71 anni Catherine O’Hara, diamante della comicità internazionale.

Da Home Alone a Beetlejuice, la O'Hara ha fatto ridere generazioni con il suo charme.

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Catherine O’Hara, nome che a decine di milioni evoca Moira Rose in Schitt’s Creek e quella disperata, indimenticabile gridata di “Keviiin!” nei Home Alone è venuta a mancare all’età di 71 anni. La notizia, confermata dall’agenzia di stampa e dai principali media statunitensi, arriva dopo una “breve malattia” presso la sua residenza di Los Angeles.

In un mondo in cui l’industria dell’intrattenimento ha prodotto negli ultimi anni vortici di rumor, revival e resuscitati mediatici, la dipartita di O’Hara è uno di quei fatti grevi che trascendono la cronaca di showbiz e investono la memoria collettiva. Protagonista quasi zen di sketch e narrazioni comiche fin dagli anni ’70 nel gruppo di improvvisazione Second City, la O’Hara ha lavorato fianco a fianco con leggende come Eugene Levy, costruendo una carriera che va dai cult di Tim Burton, tra cui Beetlejuice, alle mockumentaries di Christopher Guest: Best in Show, A Mighty Wind, fino all’apice televisivo di Schitt’s Creek dove la sua Moira è diventata icona discussa di stile, isteria e autoironia.

Che cosa ci resta alla fine? Il sorriso incalzante di una comicità capace di infilarsi nell’inconscio popolare come un battito di ciglia psichedelico, l’archetipo di una madre goffa e adorabile e quella diva un poco eccentrica che abbiamo amato nelle nostre serie binge. Il vuoto lasciato non è solo quello di una carriera impeccabile, ma di una presenza che ha fatto ridere generazioni senza mai indulgere alla vacuità.

Se il mainstream oggi parla di perdita culturale in tono eufemistico, il nostro compito è leggere tra le pieghe; oggi non ci lascia soltanto un’attrice, ma una delle ultime grandi voci capaci di tradurre in risate la più sottile delle verità umane.