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Sundance Film Festival

‘Soft Boil’ AL Sundance Film Festival un’eccezionale proposta seriale

Il pilot di Soft Boil è stato presentato nella sezione Episodic del Sundance Film Festival 2026.

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Al Sundance Film Festival 2026 c’è spazio anche per la serialità: è il caso di Soft Boil di Alec Goldberg, di cui è stato presentato l’esilarante pilot. Il giovane autore, conosciuto soprattutto per i suoi lavori documentari, esordisce qui in un altro genere, che usa il filtro della commedia per raccontare la “tragedia” dell’esistenza. Come sua protagonista, ha scelto la bravissima Camille Wormser, co-sceneggiatrice insieme a lui.

Soft Boil | La trama

Lulu (Wormser) sogna di fare l’attrice, per questo chiede aiuto al fidanzato Eric (Pat Tabari), che la riprende mentre prova le parti. Ovviamente, per mantenersi, ha bisogno di un impiego ben retribuito, almeno nel frattempo che arrivi la grande occasione. Così risponde all’annuncio di una donna che sta cercando una nanny per i suoi due figli, dopo l’improvvisa partenza di chi le stava dando una mano prima. Lulu è piena di buoni propositi e porta con sè un curriculum pieno di referenze. Se non che, riguardano tutti i ruoli che ha ricoperto sullo schermo sino a oggi.

Dopo aver fatto un colloquio e aver conosciuto i ragazzi, alquanto cresciuti e ben poco disciplinati, Lulu torna a casa e trova una spiacevole sorpresa. Eric ha infatti deciso di tradirla nella doccia del suo bagno, rendendo così quel luogo inaccessibile per lei a causa del brutto ricordo. Per fortuna, accorre in suo aiuto l’amica Jess (Madison Shamoun). Decise a trascorrere una serata per dimenticare, Lulu finisce a fare sesso con un uomo (John Gemberling) conosciuto al bar. Non solo il preservativo si rompe, ma l’uomo non è altri se non il suo prossimo datore di lavoro…

Una Bridget Jones ancora più cringe

Soft Boil immortala uno spaccato generazionale con cognizione di causa, immediatezza e genialità. Insistendo su ciò che caratterizza la protagonista – il suo essere un po’ naive, goffa ma estremamente pura – viene fuori tutta la comicità delle situazioni, a cui però si legano, indissolubilmente e tragicamente, aspetti difficili da gestire. Innanzitutto la rottura dal ragazzo, a seguito di un tradimento che causa in Lulu dei traumi non così banali, per quanto divertenti da vedere sullo schermo. In secondo luogo, la difficoltà di trovare un lavoro, o meglio, di inseguire il suo sogno, che la porta a vagare da una parte all’altra, finendo per cadere “dalla padella alla brace”.

Come una ben più contemporanea Bridget Jones, Lulu tenta di assumere sfaccettature che non le appartengono: si improvvisa kinky per soddisfare il partner, finge di aver avuto un sacco di esperienze per impressionare chi dovrebbe assumerla, si costringe ad andare subito a letto con un altro uomo per dimenticare il dolore della rottura. Riflesso di tantissime donne a lei simili, la protagonista sguazza nel cosiddetto cringe e ne esce incredibilmente vincente, grazie alla sua simpatia e alla sua naturalezza. Se nel pilot, abbiamo un assaggio di ciò che le riserva il futuro, chissà cosa la aspetterà più avanti…

*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

Soft Boil

  • Anno: 2026
  • Genere: commedia
  • Regia: Alec Goldberg