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Torino Film Festival

‘Olmo’ – il sapore dolceamaro del passaggio all’età adulta

Il cinema sudamericano regala un’altra gemma ricca di ispirazione. Fuori concotso al TFF

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Olmo, la nuova pellicola del regista messicano Fernando Eimbcke presentata fuori concorso al 43° Torino Film Festival, è uno splendido “coming of age” dal sapore retrò.

Olmo (Aivan Uttapa), quattordicenne alle prese con i palpiti dell’adolescenza e il peso della famiglia, è figlio di immigrati nel New Mexico del 1979. Vive un momento complicato, diviso tra il desiderio di leggerezza, divertimenti propri della sua età e le incombenze dettate da una famiglia in difficoltà.

Il padre Nestor (Gustavo Sanchez Parra), colpito da sclerosi multipla, trascorre le giornate in uno stato di totale dipendenza dettata dalla malattia, e i suoi modi spesso sono scontrosi; la madre Cecilia (Andrea Suarez Paz) è l’unica fonte di reddito e si affida ai figli per la gestione del marito infermo. Olmo subisce il fascino della vicina Nina, si perde nelle prime fantasie erotiche in compagnia dell’amico Miguel. La sorella Ana (Rosa Armendariz), con i roller ai piedi tenta di sganciarsi dai doveri familiari.

Olmo e Ana sono i tipici adolescenti cresciuti in un paese diverso da quello di origine e del tutto assorbiti dalla cultura in cui vivono. Il senso di straniamento dovuto alla crescita, dunque, è amplificato dal fatto di appartenere a due mondi diversi: da un lato la famiglia con cui si parla in spagnolo, dall’altro i coetanei con cui gli scambi sono in inglese. Tali divergenze, unitamente alla difficoltà del quadro famigliare, generano contrasti, talvolta feroci.

Queste premesse alludono ad un contesto potenzialmente drammatico, tuttavia Olmo si iscrive a pieno titolo nell’ambito dramedy poiché mette in scena un racconto ricco di momenti spassosi e leggeri. 

Umorismo

L’umorismo è la chiave per sdrammatizzare ogni forma di dolore e sopravvivere. 

La pressione subita dal protagonista  si dilegua in virtù dell’età e anche nei momenti più complicati, dietro l’angolo c’è  qualcosa per cui vale la pena reagire, scrollandosi di dosso i rancori alla ricerca di svago.

La promessa di una festa insieme alla fascinosa Nina mette in scena una serie di eventi mirati al compimento delle sue fantasie; Olmo abbandona il padre, sottrae l’auto della madre e insieme a Miguel raggiunge gli amici dove, sulle note di Saturday Night Fever, si esibisce spensierato in una danza Travoltiana. Al fianco dell’amico sbaglia indirizzo ritrovandosi in una commemorazione funebre, momento esilarante dal gusto tipicamente messicano. Proprio nel momento di maggiore slancio scopre che il padre Nestor è stato ricoverato d’urgenza e corre al suo capezzale.

Riunione di famiglia

L’ipotesi di un epilogo tragico genera un’inaspettata riunione di famiglia e, tra recriminazioni varie, i conflitti svaniscono alla luce di un bene più grande.

Olmo ritrae a perfezione i momenti in cui d’un tratto la vita cambia e gli eventi proiettano istantaneamente in una dimensione adulta da cui non si può più tornare indietro.

I colori e le ambientazioni accrescono il senso di nostalgia tipico dell’età di passaggio e si è catturati, fin dalle prime scene, da un mondo apparentemente lontano, periferico, ma comune a qualsiasi adulto. Frammenti che sembrano usciti dal brano 1979, “we don’t even care, as restless as we are, we feel the pull in the land of a thousand guilts and poured cement”.

Fernando Eimbcke, già vincitore del Torino Film Festival nel 2013 con Club Sandwich, firma la sceneggiatura con Vanesa Garnica e confeziona un lungometraggio dolce e malinconico che annulla confini geografici e sociali.

Scopri il 43° Torino Film Festival

Olmo

  • Anno: 2025
  • Durata: 84'
  • Genere: Dramedy
  • Nazionalita: Messico - USA
  • Regia: Fernando Eimbcke