Find Your Friend, primo lungometraggio della regista di origini greco-iraniane Izabel Pakzad, è stato presentato alla 43ª edizione del Torino Film Festival nella sezione Zibaldone.
Una festa nel deserto finita male
Zosia (Zion Moreno), Amber (Helena Howard), Lavinia (Bella Thorne), Lola (Chloe Cherry) e Maddy (Sophia Alì) sono cinque amiche di Los Angeles che, dopo una festa su un battello finita in malo modo, con un tentativo di stupro ai danni di Amber, decidono di partire in macchina verso il deserto per partecipare a una festa-concerto che si tiene nella famosa località di Joshua Tree.
La parola d’ordine per le cinque ragazze è: “divertirsi sballandosi” e i mezzi da utilizzare per raggiungere il loro scopo sono essenzialmente tre: alcol, droga e sesso.
Purtroppo per loro, le cose a Joshua Tree non vanno nel senso sperato. Dopo un primo approccio, non particolarmente amichevole, con un vicino di casa infastidito dalla musica ad alto volume che fuoriesce dalle casse dello stereo della casa delle ragazze, le cinque amiche vengono minacciate alla festa da altri uomini del posto che le insidiano, minacciandole e inseguendole in macchina. In seguito, anche nel momento in cui si rivolgono alla polizia, non trovano aiuto, bensì un ammonimento per aver guidato in stato di ebbrezza.

Un film che, nonostante il finale horror, risulta spesso poco coinvolgente
Find Your Friends si ispira a uno spiacevole episodio che qualche anno prima ha coinvolto, proprio a Joshua Tree, la stessa regista e prende il titolo da una applicazione che consente di geolocalizzare sul cellulare la posizione di tutte le persone messe in condivisione.
È l’applicazione che utilizzano le cinque amiche per mantenersi sempre in contatto e che permette a tre di loro di comprendere che Lola e Maddy sono sparite e che, probabilmente, hanno fatto una brutta fine.
È da questo momento che Find Your Friends assume toni estremamente feroci e truculenti, in cui la violenza diventa brutale e il sangue inizia a scorrere a fiumi, privando per sempre le ragazze di quella felicità e spensieratezza che andavano cercando e mettendole di fronte alla dura realtà. Un mondo dominato dalla violenza “testosteronica” di maschi che non ammettono che una donna possa non accettare un rapporto, esattamente come accade ad Amber quando, di fronte a un suo: “Stop!” viene aggredita e violata dall’uomo con il quale, poco prima, si stava baciando.

Buone intenzioni, risultato mediocre
Sotto questo punto di vista le intenzioni di Find Your Friends sarebbero più che buone, ponendo lo spettatore, soprattutto se di sesso maschile, di fronte a una realtà di violenza alle donne alla quale, sempre più spesso, assistiamo.
Purtroppo, però, la sceneggiatura (della stessa regista) non risulta essere all’altezza, con dialoghi spesso banali in cui il termine “fuck” risulta quello maggiormente declinato e dove non si percepisce un minimo tentativo di approfondimento delle psicologie dei vari personaggi (uomini e donne che siano), descritti secondo cliché visti e rivisti e dati, ormai, per scontati.
E non basta il finale decisamente horror in cui, a farne le spese, sarà il simbolo per eccellenza della virilità maschile, a risollevare un film che, soprattutto nella prima parte, risulta decisamente poco coinvolgente.