Le dinamiche sorprendenti del jazz accompagnano la filmografia di Spike Lee fin da She’s Gotta Have It (Lola Darling), pregno di sperimentalismo e bianco nero sincopato; la stessa ispirazione – raffinata e matura – nutre Highest 2 Lowest, ventiquattresimo lungometraggio e quinta collaborazione con Denzel Washington.
L’opera, nata come rivisitazione di Anatomia di un Rapimento di Akira Kurosawa, muove dal linguaggio del thriller, ma si sviluppa su trame ben più complesse.
David King (Denzel Washington), magnate dell’industria discografica dall’orecchio infallibile, tenta di riacquisire il controllo della Stackin’ Hits Records – etichetta ormai in crisi – quando un evento imprevisto sovverte i piani.
Il figlio Trey è stato rapito e viene richiesto un riscatto esorbitante; in realtà la vittima del rapimento è l’amico Kyle, figlio dell’autista Paul e King dovrà decidere se vale di più la vita di un ragazzo o le sorti dell’azienda in crisi.
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Highest 2 Lowest affronta questioni molteplici e si interroga su un presente sempre più sfuggente.
Il passare del tempo, che tutto divora, è scandito dai dettami dell’intelligenza artificiale che abbatte la creatività e uccide l’etichetta discografica di King, ormai incapace di produrre successi e proiettato in un passato nostalgico. I suoi occhi smarriti trovano conforto nei volti di vecchie glorie appese alle pareti come Aretha Franklin o James Brown, ma la contemporaneità impone altre vie.
L’integrità artistica si contrappone all’esigenza prettamente commerciale e King è stretto in una morsa imposta dai nostri tempi. Sceglierà la via più irta, il ritorno alla tradizione, rappresentato da Sula (Aiyana-Lee), giovane artista alla ricerca della ribalta a cui è affidata la title track alla fine del film.
Si tratta di una vera e propria rivendicazione culturale, in cui il benessere si sposa con l’elevazione dello spirito; ne è prova il lussuoso appartamento all’Olimpya di Dumbo, ricco di opere d’arte (alcune delle quali di proprietà dello stesso Spike Lee), rappresentazione di bellezza autentica e non segno di ostentazione, emanazione dell’anima black che pervade tutto il film.
La personalità dirompente di David King fa i conti con i dilemmi morali generati dal sequestro del figlio, a cui lo lega un rapporto talvolta duro, conflittuale, ma sempre amorevole.
La centralità della famiglia è certamente una questione primaria di Highest 2 Lowest, terreno in cui gli scontri si ricompongono alla luce di un bene più grande. Il ruolo materno è fonte di equilibrio e la sobrietà di Ilfenesh Hadera veste al meglio questo ruolo.
In opposizione, lo sfaldamento del tessuto sociale è ben rappresentato da Young Felon (A$AP Rocky), rapper spietato alla ricerca di attenzione, in precedenza inascoltato dal produttore King e, dunque, autore del rapimento ed emblema di decadenza.
Felon è investito da potente rabbia, ma diversamente da quanto accadeva ai tempi di Do The Right Thing la musica è svuotata di significati e manca l’idea di protesta a sostegno della comunità; il canto di Young Felon è la voce solitaria del ghetto che cerca la propria rivalsa a colpi di pistola e banconote in un capitalismo incalzante che disfa ogni speranza di rivolta.
King e Young Felon si scontrano in una vera battle rap, in cui emergono istanze antitetiche; è il confronto impossibile tra padri e figli. Da un lato il senso del sacrificio, della conquista – dall’altro minacce e volgarità gratuite.
Spike Lee abbraccia un orizzonte vastissimo di pulsioni e lo spazio raccontato dal respiro emotivo di Highest 2 Lowest è tutto racchiuso nel titolo; si abbraccia tutta New York, con lo sguardo rivolto a Manhattan da Dumbo, fino alle strade del Bronx. Una sequenza memorabile, sull’onda dell’inseguimento volto al recupero del riscatto, passa attraverso una festa latina con il live dell’orchestra di Eddi Palmieri e approda ai vagoni della metropolitana tra tifosi di Yankees e Boston Red Sox.
Highest 2 Lowest è sfondo stesso della regia di Spike Lee mentre passa dai toni asciutti e sofisticati di inizio pellicola al linguaggio immediato e colloquiale che contraddistinse gli esordi.
L’apparato musicale incornicia questo itinerario accostando il rap di A$AP Rocky/Young Felon ai temi orchestrali di Howard Drossin che riadatta il brano di Celentano Prisencolinensinanciusol scoperto dal Lee sui social media.
Il regista, quasi settantenne, leva discreto il suo urlo. “There’s more to life than just making money. There’s integrity. There’s what you stand for”.
Qui l’approfondimento sul film in streaming su Apple Tv :
‘Highest 2 Lowest’ : fai la cosa giusta
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