Al Filmmaker Festival di Milano Andrea De Fusco presenta il suo cortometraggio Le isole non si sentono mai sole, un fugace documentario di soli quattro minuti ambientato nella laguna veneziana. Girata in Super8 quest’opera rappresenta il testamento di una natura succube: il regista lascia emergere la Laguna attraverso la pellicola, come se quest’ultima fosse un filtro imparziale che permette al paesaggio di rivelare le sue trasformazioni.
‘Le isole non si sentono mai sole’: la natura abbandonata
In pochi minuti Andrea De Fusco rende l’isola del Bácan protagonista di una riflessione sulla natura e sugli effetti che l’uomo ha su di essa.
Quest’isola era prima una porzione di terra transitoria, che emergeva e sommergeva stagionalmente. Con l’innalzamento del MOSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico) Bácan è divenuta un territorio permanente. Nell’opera di De Fusco è, idealmente, l’isola stessa a parlare degli effetti che i costanti interventi sulla laguna veneziana hanno sul paesaggio. L’intera opera è caratterizzata da didascalie in cui a raccontare la storia è l’isola in prima persona.
FilmMakerFest – Film Search
Una memoria silenziosa
L’utilizzo del Super8 conferisce una vena nostalgica, i graffi, i colori sbiaditi e la granulosità tipici della pellicola sembrano divenire un elemento narrativo per enfatizzare una progressiva caducità.
Il formato analogico è quindi un mezzo per apportare una consistenza sensoriale all’isola, e la fragilità del mezzo pare assumere le forme di un’analogia con la fragilità del territorio.
A comporre il corto sono sequenze di dettagli e campi medi che uniti tramite un montaggio essenziale sembrano voler riproporre la staticità e il lento scorrere del tempo naturale. È un montaggio che lascia risuonare le immagini e che lascia allo spettatore la costruzione di connessioni e significati.
La colonna sonora, delicata, sembra accompagnare le immagini consolidando l’idea che sia l’isola stessa a farsi sentire e non ad essere raccontata dall’uomo.
Sono proprio i silenzi e le immagini a conferire a questo corto una forte capacità comunicativa, seppure senza raccontare nulla nella maniera convenzionale, lascia spazio a riflessioni e si riverbera nel pensiero dello spettatore. Le isole non si sentono mai sole rappresenta un’esperienza visiva profonda in grado di trasformare l’immagine in un atto di ascolto. Anche ciò che non si sente rappresenta parte del paesaggio, per questo, come suggerito dal titolo, le isole non si sentono mai sole perché vissute da memorie, storie e evoluzioni.
L’opera di Andrea De Fusco mette in scena un piccolo tassello di un più grande mosaico teso a sensibilizzare il complesso rapporto tra uomo e territorio.