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NOAM Faenza Film Festival

NOAM Faenza Film Festival 2025: un’edizione “Smashing”

NOAM Faenza Film Festival 2025: cinque giorni di cinema indipendente nord-americano, classici, anteprime, ospiti internazionali, mostre e incontri speciali nel cuore di Faenza.

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NOAM Film Festival

Il NOAM Faenza Film Festival segna la fine di un primo capitolo e, allo stesso tempo, l’inizio di un percorso che promette di diventare sempre più ricco e duraturo. Due anni fa il festival immaginava simbolicamente un viaggio verso Ovest; oggi quel viaggio arriva a compimento attraverso Western Simulacrum, la nuova mostra fotografica di Emanuele Mengotti.

Questa volta, però, non sono i suoi film a guidare il pubblico, ma le sue immagini: scatti che mettono a nudo le contraddizioni e i miti consumati del West, quel simbolo americano sospeso tra leggenda, nostalgia e realtà. Su questa stessa onda, il festival si apre con un grande classico, Butch Cassidy and Sundance Kid, che riporta indietro nel tempo, quando il fascino dei fuorilegge (e delle star che li interpretavano) contribuiva a modellare l’immaginario di un’intera nazione.

Al NOAM un omaggio ai maestri

La sezione dedicata ai classici rende omaggio a tre figure immense, tre artisti capaci di ridisegnare l’idea stessa di cinema libero e autoriale: Robert Redford, Gene Hackman e David Lynch:

Redford, fondatore del Sundance Film Festival, è una delle fonti d’ispirazione profonde del NOAM: il suo coraggio e il suo impegno nel dare spazio al cinema indipendente hanno aperto la strada a generazioni di nuovi autori.

Hackman, con la sua carriera straordinaria, ha attraversato decenni di cinema diventando la voce, e il volto, di visioni registiche diversissime, dalla New Hollywood ai primi film di Wes Anderson e oltre.

Lynch, infine, ha rivoluzionato per sempre il linguaggio audiovisivo. Il suo modo di raccontare, così personale e destabilizzante, ha oltrepassato i confini dello schermo per insinuarsi nella cultura e nella vita quotidiana.

Il premio alla carriera

Accanto alla celebrazione della grande storia del cinema, il NOAM continua a guardare al nuovo. Non a caso il Premio alla Carriera 2025 viene assegnato a Eliza Hittman, regista che ha costruito un cinema potentissimo, coerente, intimo e coraggioso. Hittman ha scelto di raccontare vite fragili, marginali, spesso ignorate o ostacolate: una scelta artistica rischiosa, ma fondamentale.

I suoi tre lungometraggi rappresentano alla perfezione ciò che il NOAM vuole sostenere: un cinema che cerca, che ascolta, che illumina nuove voci e nuovi sguardi. Una scelta che racconta la direzione futura del festival.

Le figure del futuro

L’edizione Smashing accoglie autori capaci di affrontare, ciascuno con un linguaggio personale, l’incertezza del presente. Eva Victor, Nicolás Pereda, Sook-Yin Lee, Carmen Emmi, Max Walker-Silverman, Oscar Boyson, Ernesto Martínez Bucio, Francis Bordeleau e Hailey Gates danno vita a storie diverse ma unite da un filo comune: la fatica di vivere un tempo instabile, in cui spesso al singolo si chiede di restare fermo, in silenzio.

I loro protagonisti, invece, non ci stanno: sono eroi minimi, quasi invisibili a uno sguardo superficiale, ma destinati a rimanere impressi nei cuori del pubblico.

Questa energia torna anche nella sezione competitiva dei cortometraggi, NOAM LAB, e nella rinnovata NOAM YOUTH, dove un gruppo di giovani selezionatori porta nuove sensibilità, idee fresche e un modo diverso di guardare al cinema.

Non bisogna abbassare lo sguardo

A rappresentare lo spirito dell’edizione è la bellissima illustrazione di Alice Iuri: un ufo di cellulosa che non atterra e invita a guardare verso l’alto, con fierezza, senza arrendersi. Ciò diventa un simbolo di resistenza e immaginazione, la stessa che anima un festival che cresce, si espande e quest’anno aggiunge un nuovo “ring”: il Cinema Italia, terzo grande spazio del centro storico coinvolto nell’evento.

Potete trovare il programma completo sul sito del festival.

Correlati: Andrea Valmori e il NOAM: Faenza al centro del cinema nordamericano.