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NOAM Faenza Film Festival

‘Anna Kiri’: tra disagio giovanile e desiderio di redenzione

Un'opera coraggiosa che affronta i temi della perdita, del disagio giovanile e della voglia di ribellione.

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Anna Kiri è il secondo lungometraddio del regista canadese Francis Bordeleau, presentato in Italia al NOAM Film Festival di Faenza.

Anna Kiri è un film canadese co-scritto e diretto da Francis Bordeleau, presentato, in Italia, in concorso al NOAM Faenza Film Festival. Una manifestazione, quest’anno alla terza edizione, dedicata alla promozione del cinema indipendente, proveniente dalle zone nordamericane degli Stati Uniti, del Messico e del Canada.

Anna Kiri è il secondo lungometraddio del regista canadese Francis Bordeleau, presentato in Italia al NOAM Film Festival di Faenza.

Anna Kiri è il secondo lungometraddio del regista canadese Francis Bordeleau, presentato in Italia al NOAM Film Festival di Faenza.

Anna Kiri: tra dolore e ribellione

E il Canada, in particolare la città francofona di Montréal, è il teatro d’azione del secondo lungometraggio di Bordeleau. Qui, cerca di farsi strada Anna Kiri – interpretata da Catherine Brunet –, una ragazza segnata dalla violenta perdita dei genitori quando era bambina e che ora vive con il fratello Vincent (Maxime de Cotret) e altri due amici, nei sobborghi degradati del Québec.

Il gruppo sopravvive tra piccoli furti e desiderio di ribellione – emblematico è il continuo riferimento al colore rosso e al comunismo – ma Anna sogna di diventare una scrittrice. Non ha smesso, infatti, di annotare dei piccoli pensieri nel suo diario, degli aneddoti autobiografici che spera di tramutare nel suo primo romanzo. Durante una rapina in un locale, però, Anna perde quel diario che finisce casualmente nelle mani di un docente di letteratura. Sarà questa l’occasione per emanciparsi dalla vita degradata in cui è cresciuta e addentrarsi nel mondo accademico e letterario della città. Questo processo, tuttavia, sarà più difficile del previsto: Anna dovrà fare i conti con i suoi fantasmi del passato che torneranno costantemente nella sua vita.

Anna Kiri è il secondo lungometraddio del regista canadese Francis Bordeleau, presentato in Italia al NOAM Film Festival di Faenza.

Anna Kiri è il secondo lungometraddio del regista canadese Francis Bordeleau, presentato in Italia al NOAM Film Festival di Faenza.

Un viaggio verso la propria identità

Anna Kiri è un film diviso a metà. Nella prima parte, fatta di rapine e ribellione, Bordeleau filma i personaggi in una buia e fredda Montréal, illuminata da abbaglianti luci al neon. L’uso immersivo e nervoso della macchina da presa, insieme a un montaggio frenetico, che riporta sovente alla luce i fantasmi della protagonista, contribuiscono a restituire in maniera efficace il suo stato d’animo.

I toni freddi e contrastanti tendono a sbiadirsi nella seconda parte, lasciando spazio a colori più caldi, a mano a mano che la protagonista tenta di riscattarsi dalla sua vita precedente. Anna, però, vive come in un limbo, alla ricerca di un’identità che la nuova realtà non sa donarle. Presto si rende conto, infatti, che il mondo idealizzato di incontri accademici e salotti letterari è più ostile di quanto avesse immaginato.

I colori sono una componente centrale in Anna Kiri. Come il bianco della neve, che, soprattutto nella seconda parte del film, scende in maniera incessante sulla città canadese. Colore che enfatizza il senso di freddezza e distacco da quel mondo tanto agognato. Il rosso come il fuoco che apre e chiude il film, come la rabbia che prova Anna per aver assistito alla morte dei genitori, e rosso come l’ideale rivoluzionario, non solo politico, ma anche interiore della protagonista.

Anna Kiri, dunque, è un film “a metà” anche nella dimensione psicologica della protagonista: tra l’instancabile ricerca di un riconoscimento come scrittrice da un lato e il bisogno di relazioni autentiche e della vicinanza affettiva del fratello Vincent dall’altro.

Francis Bordeleau confeziona un’opera coraggiosa che guarda ai maestri del cinema indipendente americano come Gregg Araki e al connazionale Jean-Claude Lauzon – alla cui vita il regista ha affermato di essersi ispirato. Un’opera in cui vengono messi in collisione due mondi opposti: le zone più marginali e degradate della città e gli eleganti salotti letterari. Al centro, una ragazza in cerca di redenzione e di una propria identità, tra la rabbia per il suo passato e il desiderio di rinascita.

 

Anna Kiri

  • Anno: 2025
  • Durata: 87'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Canada
  • Regia: Francis Bordeleau