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HBO svela il primo trailer di ‘A Knight of the Seven Kingdoms’

Il primo trailer del secondo spin-off della saga del Trono

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Il fango vola, la cotta di maglia luccica e i tamburi di Westeros risuonano di nuovo. HBO ha pubblicato il primo trailer di A Knight of the Seven Kingdoms, il suo secondo prequel di Game of Thrones, ed è esattamente quello che i fan speravano.

La serie in sei parti, in uscita il 18 gennaio 2026 su HBO e Max, promette lo sguardo più intimo di sempre sull’era precedente alla scomparsa dei draghi e prima che il regno perdesse il suo senso di cavalleria.

Un ritorno alla cavalleria, al caos e alla cotta di maglia

Dove la Casa del Drago ruggiva di fuoco dinastico, A Knight of the Seven Kingdoms ci riporta al fango e al sudore del campo di torneo. Il trailer si apre con armature bagnate dalla pioggia, stendardi strappati dal vento e il fragore degli zoccoli – una promessa visiva che questa storia parla meno di troni e più di onore.

Il creatore della serie George R. R. Martin, che si definisce “più giardiniere che architetto”, desiderava da tempo catturare i tornei medievali che adorava in film come Ivanhoe (1952).

“Ne abbiamo visti diversi in Il Trono di Spade, ma erano sempre sullo sfondo. Questa volta, volevo che il torneo fosse il cuore della storia – e che fosse la migliore giostra mai realizzata su pellicola.”

Dunk ed Egg: L’Alto e il Piccolo

Ambientata un secolo prima de Il Trono di Spade – settantadue anni dopo La Casa del Drago, per la precisione – la storia segue due improbabili eroi: Ser Duncan l’Alto, un giovane e onesto cavaliere di umili origini, e il suo arguto scudiero, Egg, che nasconde sangue reale sotto una testa rasata.

Peter Claffey (Vikings) impugna la spada ammaccata di Dunk, mentre l’undicenne Dexter Sol Ansell (Emmerdale) infonde una scintilla di entusiasmo in Egg. Claffey ha ammesso che il combattimento a cavallo si è rivelato la sfida più grande. “Pensavo di saper cavalcare”, ha riso. “A quanto pare, non ci riuscivo.”

Le riprese si sono svolte nella Glenaran Valley, nell’Irlanda del Nord, dove la produzione ha ricostruito da zero il leggendario Ashford Meadow. “C’erano più vespe che persone”, ha scherzato Claffey. Ansell ha annuito gravemente: “È stato un problema.”

Più piccolo, più duro, più umano

Lo showrunner Ira Parker descrive A Knight of the Seven Kingdoms come “intenso e duro”, l’opposto della portata tentacolare e globale di Thrones. “Volevamo che il pubblico percepisse la stanchezza di Dunk, la sua claustrofobia”, ha detto Parker. “Continuavamo a inondare i campi di fango, terra e merda finché non sembrava e non si sentiva l’odore.”

Martin ha definito la serie “molto più breve e con un tono diverso” rispetto alle precedenti. Eppure, come ricorda ai lettori sul suo blog, “siamo pur sempre a Westeros, quindi nessuno è veramente al sicuro.”

Il Torneo di Ashford e l’Eco di una Leggenda

La serie è tratta da Il Cavaliere Errante, l’amato racconto di Martin tratto dal ciclo I Racconti di Dunk e Egg. La premessa: in un regno dove i draghi sono scomparsi e i Targaryen regnano ancora, la domanda sul perché regnino ancora cova silenziosamente sotto l’armatura. La risposta, a quanto pare, si trova nel cortile della battaglia.

“Una storia fantastica diventata leggenda”, si legge nel poster teaser, che mostra la figura incombente di Dunk accanto al suo piccolo compagno. Aspettatevi umorismo, malinconia e un sacco di lance spezzate a metà galoppo. Martin ha anticipato che il sesto episodio sarà il punto di svolta – emotivamente e moralmente – per entrambi i personaggi.

Dalla pagina allo schermo (e oltre)

Martin ha confessato di aver dubitato che Dunk ed Egg sarebbero mai arrivati ​​in televisione.

“Quando ho scritto Il Trono di Spade, avevo già rinunciato a Hollywood. Le mie idee erano troppo grandiose, troppo costose. Così mi sono rivolto ai romanzi”. 

Ora, decenni dopo, quella scommessa ha di nuovo dato i suoi frutti.

L’autore ha lasciato intendere che, se la serie troverà il suo pubblico, spera di adattare La Spada Giurata, il secondo racconto del ciclo. E a giudicare dalla promessa cruda e piovosa di questo primo trailer, Westeros ha ancora altre storie da raccontare – solo meno draghi e molto più fango.

 

 

Fonte: Deadline