Anche quest’anno l’Ortigia Film Festival (giunto all’edizione 17) è tornato a far parlare di sé e in modo molto positivo. Tra i cortometraggi in programma ce n’è uno che si distingue per la sua ambientazione notturna elegante e surreale e per la sua colonna sonora alienante con tanto di omaggio al genere sci-fi. Stiamo parlando di Tonight We Dance, cortometraggio di 17 minuti che racconta, a modo suo, una tipica serata adolescenziale di un gruppo di amici intenti a divertirsi. Ma realtà e finzione si fonderanno in modo sorprendente, fino a un finale aperto e sconcertante. Alla regia il giovane duo formato da Jack Chakerian e Han Huang.
Tonight We Dance
Tre amici, Ori, Ana e Marc, scoprono un misterioso uovo luminoso in una fabbrica abbandonata, scatenando gelosia e paranoia che distruggeranno le loro relazioni in una notte di caos surreale.
La Notte del Caos (Let’s Dance In The Shadow)

C’è qualcosa di incredibilmente attuale in Tonight We Dance e, come da premessa, cattura subito l’attenzione. Si inizia con un audio che riporta una musica da party frenetica, alienante e felice, e una lunga dissolvenza (con tanto di sfocatura fotografica) che ci porta dentro la fredda e sporca fabbrica abbandonata. Tuttavia, la sua fotografia colorata e in pellicola fa venire la pelle d’oca, ma ci fa sentire anche a casa. Pare così per Ana (una brava e ubriaca Julia Cortés), che ha voglia di scatenarsi e fare ‘baldoria’. Fin da subito Ana si dimostra la femme fatale, oltre che intrigo e motivo di litigio per i due ragazzi Marc (un elegante Óscar Moreno) e Ori (Rubén Rapado).
Poco dopo, tra le macerie della vecchia fabbrica, i tre fanno la scoperta di uno strano uovo giallo che li ipnotizza al primo sguardo. Ed è qui che comincia il “divertimento”. “Eravamo destinati a incontrarlo” dice Ana, stregata, inducendo il gruppo a ballare: tutto però diventa un gioco clandestino di fiducia e odio. La MDP cambia spesso stile e non sembra mai prendere posizione, lasciando i protagonisti stessi confusi nel proprio caos. La regia è solida, matura e colorata, ma una volta che il ‘caos’ prende il sopravvento, tutto cambia: tra dissolvenze, giochi di chiaro-scuro, effetti sfocati e un’enorme illusione. Quasi un punto di non ritorno, dove il vero party sembra un ricordo lontano e la musica travolgente (egregiamente composta da Tyson Heriot), anche se non sai ballare (come Marc), ti spinge lo stesso a buttarti nel rischio.
Una balorda fiducia e mille incertezze
“A volte hai bisogno di fidarti”.
Uno dei temi importanti su cui si basa Tonight We Dance è la relazione, l’amicizia e la fiducia che lega le persone, specialmente gli amici. La presenza di Ana e dell’uovo cambiano però le carte in tavola, giocando contro un destino spiacevole e triste. Entrambi diventano l’oggetto del desiderio e della felicità. Ana fa solo il suo dovere di ragazza ‘innamorata’ ma non troppo. L’uovo (seppur non lo ‘vediamo’ per tutto il corto, la sua presenza si sente forte e potente), uno degli antagonisti del progetto, non perde tempo a farsi notare e creare scompiglio (tanto da crescere e diventare imponente e spaventoso). I registi lo sanno bene e giocano molto con le luci, creando spesso ipnosi e alternando chiaroscuri, distraendo o mettendo in dubbio lo spettatore.
A volte non si riesce più a distinguere la realtà dalla fantasia. Un esempio è quando Marc e Ori arrivano a fare a pugni e Marc sembra uccidere l’amico. I protagonisti stessi, forse ubriachi, si nascondono dietro mille maschere e non sembrano mai svelarsi veramente al pubblico. I pochi elementi che risaltano all’occhio sono l’amore, la musica, la gelosia e l’odio. E la fotografia di Albert G. Casademunt, man mano che i ragazzi si scontrano, diventa sempre più fredda, glaciale e oscura, catturando perfettamente la solitudine e la ‘fine’ dell’amicizia che lega i tre ragazzi (complice anche l’ottimo montaggio, curato dai registi stessi). Si passa da un giallo ocra a un blu grigio e, infine, il colore rosso (metafora della violenza) prende il sopravvento. Un mood che lascia davvero mille incertezze senza scampo e senza verità.
Qual’ è il messaggio di Tonight We Dance?

I protagonisti, ipnotizzati, arrivano a rivelare cosa pensano davvero, si scambiano accuse e tradimenti, per poi scusarsi e chiedere fiducia assoluta. Questo riporta alla memoria diverse storie di amicizia non concluse bene. Alcuni esempi sono The Social Network (2010) di David Fincher, The Big Chill (1983) di Lawrence Kasdan e The Hate U Give (2018) di George Tillman Jr. Tuttavia, al giorno d’oggi, la fiducia è difficile da riconquistare e molte amicizie finiscono sull’orlo del baratro per una piccolezza. Il mondo è spesso governato da una balorda fiducia e mille incertezze che finiscono per provocare smarrimento, delusione e rabbia. Questo non è il messaggio che i registi ci vogliono consegnare. Anzi, per amore l’uomo è disposto a tutto, spingendosi oltre le aspettative. Un destino che sembra scritto appositamente per Marc, come si può notare nel finale ammaliante e tragico, o forse no.
Tonight We Dance: The Less Is More
Tonight We Dance è un corto molto, molto semplice e sperimentale realizzato con un budget indipendente. Ma è l’ennesima prova che, anche con poco materiale (complice un’unica location e tre soli attori) e un sacco di grandi idee, tutto è possibile. Come si suol dire: Less Is More (un chiaro riferimento alle opere architettoniche del secolo scorso). Tutto merito della splendida ed enigmatica fotografia cromatica realizzata in pellicola da Albert G. Casademunt (con tanto di neon) e della regia del duo Jack Chakerian e Han Huang.
Ispirati dalla struttura dei videoclip e della musica pop-commerciale (specialmente Lady Gaga, David Guetta e Avicii, giusto per citarne alcuni), Tonight We Dance è un chiaro omaggio agli artisti indipendenti. Così come il cinema di Steven Spielberg (primo fra tutti Incontri ravvicinati del terzo tipo del 1977). Ma soprattutto sembra un invito ai giovani adulti (e agli adolescenti di oggi) a spassarsela e a vivere il divertimento fino all’estremo (dove è possibile). Tuttavia, dobbiamo stare sempre attenti a ciò che si desidera e a quanto possiamo fidarci davvero dei nostri amici. Basta davvero poco a distruggere un’amicizia o una relazione, anche con una sola parola o il minimo dettaglio di troppo.
Cosa ci lascia Tonight We Dance?
Tonight We Dance si lascia vedere, possedere, desiderare e sedurre come un gelato alla fragola. È un’esperienza davvero sensoriale, alienante e fuori dal comune. Il corto richiama per certi aspetti lo stile di Over The Hills And Far Away dei Led Zeppelin: sa prenderti, portarti fuori dalle montagne russe e colpirti allo stomaco con un pugno di ferro con i suoi crescendo e bassi impetuosi. L’ottimo montaggio contribuisce a questo effetto, intervenendo e sorprendendo nel momento più inaspettato. Tuttavia, è il suo finale oscuro e tenebroso a lasciare il segno, inducendo lo spettatore a esprimere la propria opinione.
Nonostante la sua semplicità, i registi (insieme agli interpreti) hanno creato qualcosa di selvaggio e travolgente, che rispecchia molto la realtà estraniante che stiamo vivendo. Basta guardare le notizie sui giornali, sui TG o sui social: possiamo imparare e prevenire per un futuro migliore, ma siamo sempre in tempo per fare la cosa giusta.
In conclusione, Tonight We Dance merita, almeno per noi, una piccola menzione d’onore, per aver mostrato e raccontato una serata stravagante ‘normale’ tramutatasi in tragedia e la fragilità dell’uomo di fronte agli eventi soprannaturali. Questo grazie all’elegante fotografia, uno stile di regia diretto e ipnotico e una punta di sarcasmo travolgente (oltre all’ottimo spagnolo dei suoi interpreti). E chissà cosa riserverà il futuro per i giovani Chakerian e Huang.