Diretto nel 1970 dallâArthur Hiller autore, tra lâaltro, di Letti separati (1963) e Tempo di guerra, tempo dâamore (1964), fu il piĂč grande successo della Paramount Pictures fino ad allora, ottenendo ben sette candidature al premio Oscar, ma finendo per aggiudicarsi lâambita statuetta soltanto per la mitica, indimenticabile colonna sonora realizzata da Francis Lai.
Con Ryan OâNeal nei panni dello studente di legge ad Harvard Oliver Barrett IV e Ali MacGraw â
ultima compagna del grande Steve McQueen â in quelli della studentessa di legge Jennifer Cavilleri, destinati a trasformare la loro amicizia in un profondo e sincero rapporto dâamore, Love story rivive in formato blu-ray proprio grazie a Paramount, seppur senza alcun contenuto speciale posto a corredo del disco.
La giusta occasione non solo per poter riapprezzare nella splendida qualitĂ audiovisiva dellâalta definizione lâintramontabile storia sentimentale dei due giovani protagonisti disposti entrambi a mettere in gioco se stessi lâuno per lâaltra, in quanto lui miliardario e lei figlia di un pasticcere, ma anche per far conoscere alle giovani generazioni cresciute a sms e videochat il modo di costruire una relazione di coppia in unâepoca ancora lontana dalla tuttâaltro che romantica, moderna tecnologia.
Una relazione di coppia che, basata â come giĂ accennato â sullâincontro tra due diverse classi sociali, privilegia una fredda ambientazione invernale, con tanto di cappotti a fare da principali costumi, proprio nel probabile, efficace tentativo di conferire quellâindispensabile sensazione di  ricerca di calore che Ăš possibile spesso trovare, semplicemente, proprio nel cuore della persona amata.
Mentre il premio Oscar Ray Milland concede anima e corpo al padre del ragazzo e JohnâIl padrinoâ Marley a quello dello zio di Jennifer (venne candidato agli Academy Awards proprio per questo ruolo)… fino allâinevitabile epilogo strappalacrime che ha contribuito non poco a trasformare in un moderno, indimenticato classico della Settima arte la circa ora e quaranta di visione che, comprendente in una piccola parte anche un giovane Tommy Lee Jones (curiosamente fonte dâispirazione, insieme allâallora sconosciuto Al Gore, proprio per il personaggio di Oliver), riesce ancora oggi â a quarantatrĂ© anni dalla sua uscita e a trentacinque da quella del sequel Oliverâs story (1978) di John Korty â a ricordare in maniera commovente che âAmare significa non dover dire mai mi dispiaceâ.
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Francesco Lomuscio