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Glory – Non c’è tempo per gli onesti: un film in stile Dardenne per denunciare la corruzione politica ed economica in Bulgaria

Secondo atto di una trilogia dedicata a storie realmente accadute, Glory, dei registi Kristina Grozeva e Petar Valchanov, intende denunciare quel malsano intreccio di corruzione e malversazione che caratterizza la recente storia politica ed economica della Bulgaria

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Tsanko Petrov è un ferroviere che per svolgere la propria mansione utilizza un vecchio orologio Glory regalatogli dal padre. Un giorno trova sui binari una grossa somma di denaro che non esita a consegnare alla polizia. L’episodio salta agli onori della cronaca, così l’umile lavoratore viene trasformato in eroe nazionale. Il Ministro dei Trasporti, coinvolto nel frattempo in un’indagine per corruzione e malgoverno, premia l’onestà di Petrov donandogli, nel corso di una cerimonia, un orologio nuovo di zecca; peccato che smetta presto di funzionare, mentre quello vecchio al quale l’uomo è molto affezionato viene smarrito da Julia, la spregiudicata responsabile dell’ufficio stampa del Ministro dei Trasporti…

Secondo atto di una trilogia dedicata a storie realmente accadute, Glory, dei registi Kristina Grozeva e Petar Valchanov, intende denunciare quel malsano intreccio di corruzione e malversazione che caratterizza la recente storia politica ed economica della Bulgaria. È d’altronde cosa nota come nei paesi dell’ex cortina di ferro la corruzione nel settore pubblico sia un male difficilmente estirpabile e come questa generi una cronica sfiducia della società civile nelle istituzioni. Dunque, prosegue, dopo l’esordio alla regia con The lesson – Scuola di vita (2014) l’indagine impietosa dei registi sulla lotta dell’individuo contro le ingiustizie che lo schiacciano e lo costringono a una vita di miseria e angherie.

Se in The lesson la protagonista, un’insegnante di inglese in una scuola di provincia bulgara, si scontra, in un crescendo drammatico, con abusi di potere e il rischio che la casa in cui vive col marito finisca all’asta, in Glory un evento fortuito, come quello del ritrovamento di denaro, fa incrociare la vita di Petrov con quella della sua cinica antagonista: Julia, la PR del Ministro dei Trasporti. Da quel momento la sua traiettoria esistenziale prenderà una piega beffarda e paradossale; l’attenzione che il suo gesto riceve dalla stampa è in realtà solo un espediente abilmente orchestrato da Julia per deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle accuse di corruzione mosse ai danni del Ministro. Ma quando, a causa dell’orologio Glory mai restituito, Petrov farà valere le proprie ragioni inimicandosi coloro che ne hanno esaltato le gesta, ecco che da eroe viene trasformato in martire.

Il modo di fare cinema dei due registi bulgari, che ricorda quello dei fratelli Dardenne o quello di certo cinema neorealista, rivendica la capacità del cinema di narrare anche con se con un budget ridotto all’osso e una camera a mano; ciò che conta è l’idea, e ritornare a soggetti che non si contentino, come accade in molto cinema mainstream, di solleticare i bassi istinti del pubblico o la sua voglia di evasione, ma che piuttosto aiutino a sviluppare lo spirito critico di chi guarda.

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  • Anno: 2016
  • Durata: 101'
  • Distribuzione: I Wonder Pictures
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Bulgaria, Grecia
  • Regia: Kristina Grozeva, Petar Valchanov
  • Data di uscita: 21-September-2017