The Teacher – una lezione da non dimenticare: il film slovacco, tratto da una storia vera, che pone grandi interrogativi etici

Il film, ambientato nella Cecoslovacchia del 1983, formalmente ancora sotto l'influenza sovietica, porta sul grande schermo temi universali: quello della manipolazione, dell'ambiguità e dei grandi interrogativi etici

  • Anno: 2016
  • Durata: 102'
  • Distribuzione: Satine Film
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Slovacchia, Repubblica ceca
  • Regia: Jan Hrebejk
  • Data di uscita: 07-September-2017

Chi di noi, durante gli anni della scuola, non ha avuto a che fare con insegnanti stravaganti, pazzoidi e inclini a preferenze o vessazioni? Ma certamente un’insegnante come Maria Drazdĕchová (Zuzana Mauréry), protagonista del film slovacco The Teacher – una lezione da non dimenticare, scritto dallo sceneggiatore Petr Jarchovsky e diretto dal regista Jan Hřebejk – in uscita nelle sale italiane – è capitata a pochi, che certamente non potranno mai dimenticarla.

Siamo a Bratislava, nella Cecoslovacchia del 1983, formalmente ancora sotto l’influenza sovietica, benché stia iniziando l’apertura verso l’ovest. Maria Drazdĕchová, insegnante di lettere in un liceo, vedova di un alto ufficiale comunista, si presenta come una donna aperta e ben poco austera, con le sue gonne colorate e le scarpe stile charleston ma, al di là delle apparenze rassicuranti, durante l’appello, fin dal primo giorno, chiede a ciascun alunno il mestiere dei genitori, appuntandolo su un quadernetto, che diventerà poi, nel corso del film, una sorta di black list. Lo scopo, tutt’altro che legato alla didattica ed alle buone relazioni scuola-famiglia, è quello di ottenere favori da ogni nucleo familiare, a seconda del tipo di lavoro dei genitori degli alunni, in cambio del buon rendimento scolastico dei figli in classe: chi non si adegua inizia a prendere brutti voti e ad essere mobbizzato. Dunque, dal semplice taglio di capelli all’assistenza nella spesa, alle pulizie in casa, molti genitori si mostrano inizialmente disposti ad aiutarla, ma i figli si lamentano, e qualcuno dopo un po’ si ribella. La preside della scuola decide allora di convocare una riunione che, cinematograficamente parlando, ricorda film come La parola ai giurati e La classe – Entre les murs, dove il gruppo genitori, che rappresenta un po’ il paese intero, esprime i propri dilemmi morali ma anche la difficoltà della massa di utilizzare il proprio spirito critico per non accettare le vessazioni.

Il film, tratto da una storia vera che veniva tramandata nella famiglia del regista stesso, porta sul grande schermo temi universali, quello della manipolazione, dell’ambiguità e dei grandi interrogativi etici. Quando le conseguenze dell’operato della professoressa porteranno al tentato suicidio di una bambina, le cose, almeno in apparenza, cambieranno.

La lotta contro un’insegnante che abusa della propria posizione evoca dilemmi morali specifici del periodo storico ma al contempo – afferma il regista – universalmente umani. Il punto di partenza è una storia vera, citata, ricordata e raccontata per molti anni dalla mia famiglia con particolare intensità. Gli eventi relativi all’incontro fra i genitori mi hanno spinto a scrivere questa specifica variazione del dramma giudiziario, a metà fra commedia e tragedia”. Bravissima la protagonista, Zuzana Mauréry, e tutti i componenti del cast.

Il film, distribuito dalla Satine Film, risulta piacevole e sofisticato, anche per lo stile ironico ed intelligente, nonostante il tema affrontato.

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