Parliamo delle mie donne: la rockstar Johnny Hallyday nel nuovo film di Claude Lelouch

Il regista Claude Lelouche, dopo il successo di Un uomo, una donna, vincitore di due premi Oscar, torna sul grande schermo con Parliamo delle mie donne, proponendo una storia in cui tutto ruota intorno al personaggio di Jaques Kaminsy, interpretato magistralmente dalla rockstar Johnny Hallyday

  • Anno: 2014
  • Durata: 114'
  • Distribuzione: Altre Storie
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Claude Lelouch
  • Data di uscita: 22-June-2017

Il regista Claude Lelouche, dopo il successo di Un uomo, una donna, vincitore di due premi Oscar, torna sul grande schermo con Parliamo delle mie donne, proponendo una storia in cui tutto ruota intorno al personaggio di Jaques Kaminsy, interpretato magistralmente dalla rockstar Johnny Hallyday. Un padre dallo spirito libero che tenta di redimersi nell’ultima fase della vita, cercando di riunire le quattro figlie avute da donne diverse, ma dalle quali si è lasciato sempre odiare (non a caso “Ti odiamo bastardo” non solo è il titolo scelto da una delle figlie per il suo ultimo romanzo, ma potrebbe essere anche la didascalia adatta per il film!).

Il tutto può essere ben classificato come un film drammatico con spunti filosofici, dato che il tema principale è il tempo che passa, con la vita che chiede il conto di quello che si è riuscito a seminare durante il proprio percorso, anche con le persone più care. Entra prepotentemente in scena il tema del perdono e dell’abbandono, affrontato dal punto di vista dei figli che vorrebbero solo un padre più maturo, che non nasconda segreti difficili da digerire. La sceneggiatura punta anche sulla tematica della morte come elemento che ha il compito di appianare le divergenze e far cogliere le sfumature della personalità di chi non è mai stato troppo trasparente in vita.

La comicità amara è rappresentata dal mezzo usato dall’amico del protagonista per aiutarlo a chiudere i conti con il suo passato. Lo stupendo scenario del paesino ai piedi del Monte Bianco è in forte contrasto con le tensioni sepolte nel cuore di ogni personaggio, pronte ad esplodere nella fase finale del racconto, che rendono ancora più godibile il film, al quale però non giova un ritmo estremamente lento anche nei dialoghi e nelle fasi più concitate. Per chi vuole sorridere con qualche lacrima.

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Utlima modifica: 14 giugno, 2017



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