Billions, prima stagione: analisi di una serie tv. Parte 2 Per ottenere il bene bisogna fare il male

Continua l'analisi dei personaggi, ambigui e spietati, disposti a tutto per conseguire i loro scopi: Billions, la serie tv di Showtime, in onda su Sky Atlantic è una lotta contro sè stessi

  • Anno: 2016
  • Durata: 12 episodi da 60'
  • Distribuzione: Sky Atlantic
  • Genere: Drammatica
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Neil Burger, Scott Hornbacher, James Foley, Neil LaBute, Stephen Gyllenhaal, John Dahl, Susanna White, Karyn Kusama. Anna Boden & Ryan Fleck

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Continua l’analisi dei personaggi, ambigui e spietati, disposti a tutto per conseguire i loro scopi: Billions, la serie tv di Showtime, in onda su Sky Atlantic è una lotta contro sè stessi.

L’odio che spinge Chuck (Paul Giamatti) verso Axe (Damian Lewis) è quello di un giustiziere: “(…) Prova a pensare ai pensionati, ai lavoratori, ai poveri operai delle fabbriche che timbrano il cartellino, che si alzano dal letto tutte le mattine per le loro famiglie. Tutte quelle persone ripongono la loro fede nella promessa americana: lavora sodo, fatti pagare quanto meriti, investi i risparmi e falli crescere, vai in pensione dignitosamente (…).  A loro viene raccontata la storia che la partita è regolare, ma sappiamo entrambi che è regolare quanto quella a un tavolo di dadi a Tomston, Arizona. Ed è Bobby Axelrod quello che controlla il gioco.  Ogni dollaro che guadagna attraverso la frode, l’insider trading o la manipolazione del mercato è rubato a chi se l’è guadagnato onestamente (…). Io sono disposto a scrutare l’abisso aldilà della morale convenzionale e fare tutto ciò che è necessario per rendere quella cazzo di partita regolare.”

Una dichiarazione d’intenti che Chuck promette solennemente al suo fidato braccio destro Bryan Connerty (Toby Leonard Moore), a cui ha passato il caso “Axe” per distaccarsi, visto il coinvolgimento personale e un certo senso di inadeguatezza che traspare nei confronti di Axe, dovuto anche al particolare rapporto che c’è tra sua moglie Wendy e il suo datore di lavoro Bobby Axelrod, e al fatto che  Axe, l’uomo del popolo,  agli occhi di tutti è una specie di super eroe, con le sue generose donazioni, la fondazione a favore dei figli delle vittime dell’11 settembre, e le iniziative benefiche.

Axe si è fatto da sé (come vuole il sogno americano), riesce a far credere a tutti di fare del bene (come quando sostiene che è vero che ha speculato durante gli attacchi alle Torri Gemelle, ma lo ha fatto per guadagnare soldi che sarebbero serviti alle famiglie dei suoi colleghi, vittime dell’attentato), ma in realtà ha sempre un suo tornaconto personale. E questo Chuck, che nella vita non è mai riuscito a realizzarsi pienamente per via di un padre troppo ingombrante, non lo sopporta. Quando il coinvolgimento personale supera quello professionale, si distacca dal caso, ma continua a tenerne le fila, diventando a sua volta Chuck stesso una specie di manipolatore. Resta accanto a Brian e lo conduce nelle indagini contro Axe in modo a volte paterno, a volte forzando la mano, ricordandogli sempre che per ottenere il bene è necessario fare il male.

La personalità sfaccettata e contorta di Chuck Rhoades è resa perfettamente dalla prima scena in cui appare, che apre il primo episodio della serie tv di Showtime: siamo nella camera da letto dei coniugi Rhoades, in un elegante appartamento di Manhattan. Lui è legato e sta per essere dominato dalla moglie, che nell’infliggergli dolore, vestita di pelle e tacco dodici e armata di una sigaretta che spegne sul petto di lui, lo eccita fino a fargli provare un amplesso. Lei, Wendy Rhoades (Maggie Siff), è una dominatrice, sia in camera da letto che nella vita.

Il personaggio di Wendy  è in netto contrasto con quello di Lara Axelrod (Malin Akerman), l’adorata moglie di Bobby. Wendy riesce perfettamente a cadere sempre in piedi, sfruttando i vantaggi derivanti dall’essere sia la moglie di Chuck Rhoades che uno dei collaboratori più fidati di Bobby Axelrod, e mantenendo una perfetta divisione delle due sfere.

Lara condivide con Bobby le origini umili, cresciuta in una famiglia numerosa di origine irlandese, si conoscono durante i soccorsi dell’11 settembre, dove lei perderà suo fratello, vigile del fuoco. Lo aiuta nella scalata al successo, cura e tiene unita la loro famiglia e gestisce sapientemente tutte le relazioni sociali che girano intorno al marito, restando sempre, intelligentemente, un passo indietro agli occhi di tutti. Sa perfettamente che tra Bobby e Wendy c’è un rapporto speciale, che va ben oltre un’ovvia attrazione sessuale (che viene soltanto lievemente sfiorata) e l’accetta per il bene di Bobby e della Axe Capital.

Tutti chiudono un occhio su situazioni che possono portare sofferenza: Chuck Rhoades non vuole che Wendy lavori per Axe, ma lo stipendio di lei è quello che gli consente di condurre una vita agiata e continuare a fare il procuratore distrettuale per poi entrare in politica; Axe è molto legato a Wendy, sa che il marito di lei lo sta tenendo sotto tiro, ma non può fare a meno della performance coach in grado di mettere a punto i suoi broker, macchine per fare soldi; Lara accetta a malincuore la presenza di Wendy nella vita di Axe, perchè quanto lei è importante per l’azienda del marito. E non sono soltanto i personaggi principali ad accettare compromessi. L’universo umano che ruota intorno alla serie tv Billions sembra volerci ricordare, sempre e costantemente, che la vita è un inevitabile compromesso.

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Utlima modifica: 9 giugno, 2017



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