Codice Unlocked, il thriller spionistico con Noomi Rapace, John Malkovic e Michael Douglas, al cinema dal 4 Maggio

Debitore a capolavori come I tre giorni del Condor di Sidney Pollack, o più prosaicamente alla serie di Bourne (tanto per citarne una), il soggetto alla base di Codice Unlocked è di sicuro interesse, ma viene sviluppato in una sceneggiatura alquanto meccanicistica, con colpi di scena telefonati, che rendono la diegesi a tratti persino noiosa

  • Anno: 2017
  • Durata: 98'
  • Distribuzione: Notorious Pictures
  • Genere: Thriller
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Michael Apted
  • Data di uscita: 04-May-2017

 

Il cinema mainstream prende molte volte spunto da eventi di cronaca e cerca di mostrare la realtà in modo fruibile a un vasto pubblico, a volte semplificando altre focalizzandosi su un tema specifico d’attualità. Questa volta il genere thriller-spionistico serve per parlare delle paure di attentati da parte del terrorismo islamico in Europa, dove le capitali europee sono il bersaglio privilegiato. Codice Unlocked parte da questo elemento e mette in scena la vicenda di Alice Racine (interpretata da Noomi Rapace) però dando un senso alla vicenda di tipo complottistico. Lo sceneggiatore Peter O’Brien riprende il tema invertendone il punto di vista: questa volta assistiamo all’azione di cellule deviate dei servizi segreti che, per interessi nazionalistici, vogliono che gli attentati continuino. La tesi è che il terrorismo non si vuole veramente combattere perché utile alle superpotenze per creare un clima di paura e violenza per giustificare guerre e limitazioni delle libertà personali e della privacy dei cittadini comuni, così da continuare a rendere più forti gli interessi economici delle industrie militari e delle lobby finanziarie.

Debitore in questo a capolavori come I tre giorni del Condor di Sidney Pollack, o più prosaicamente alla serie di Bourne (tanto per citarne una), il soggetto alla base di Codice Unlocked è di sicuro interesse, ma viene sviluppato in una sceneggiatura alquanto meccanicistica, con colpi di scena telefonati, che rendono la diegesi a tratti persino noiosa.

Ricco di un cast di star, i personaggi sono descritti senza le dovute sfumature e ridotti a stereotipi tagliati con l’accetta: la Alice della Rapace è inverosimile e la sua interpretazione risulta una rivisitazione in chiave positiva della Lisbeth Lisander della trilogia Millenium; Michael Douglas appare ingessato nel ruolo del mentore di Alice, Erich Lasch; Toni Colette, nel ruolo del capo dell’MI5, anoressica e dal taglio biondo e mascolino, appare sprovveduta e superficiale nella recitazione di un personaggio che non appare completamente nelle sue corde; John Malkovich, che recita la parte di Bob Hunter, direttore delle operazioni della CIA in Europa, è forse l’unico a disegnare con una certa ironia un personaggio alquanto anodino, con ghigni improvvisi illuminanti il volto. Una sfilata di attori e attrici di grande calibro e richiamo che il regista dirige senza sfruttarne le potenzialità e le capacità recitative.

Le colpe di Michael Apted però non finiscono qui. Il regista britannico ha una lunga carriera alle spalle, con opere anche di un certo interesse, come La ragazza di Nashville, Chiamami Aquila, Gorilla nella nebbia, film mainstream di una certa correttezza formale e supportati da sceneggiature e interpretazioni di rilievo. Invece, in Codice Unlocked, Apted sembra abdicare alla sua esperienza con una direzione sciatta e una messa in scena buona per un prodotto televisivo più che cinematografico, con le sequenze di azioni dove l’emozione è sospesa in un vuoto pneumatico e l’evolversi della storia è continuamente imbottita da momenti e dialoghi di grana grossa senza le dovute pause riflessive. Codice Unlocked risulta così un prodotto di basso profilo, manierato e didascalico, di cui sinceramente non se ne sentiva il bisogno.

Antonio Pettierre

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Utlima modifica: 29 aprile, 2017



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