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DVD/Blu Ray

Dal ritorno di Giovanni Cioni in dvd

Il documentario si rivela ancora una volta lo strumento più adatto a trattare la questione dell’Olocausto, laddove il cinema di finzione è sempre caduto – tranne rarissimi casi – nel triste equivoco dell’estetizzazione dell’orrore. Dal ritorno è un prezioso documento che, con garbo e moderazione, ci rende partecipi di un’esperienza terribile e straordinaria, che non può essere dimenticata, e che, tra l’altro, rende un doveroso omaggio a Silvano Lippi, uno degli ultimi testimoni

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Un’intensa testimonianza della catastrofe dei campi di concentramento nazisti, raccontata da chi visse sulla propria pelle le angherie inferte con metodo scientifico nel periodo più buio della storia nel novecento: in continuità con l’opera di Lanzmann, che della testimonianza diretta fece il mezzo privilegiato per la trasmissione della memoria, Giovanni Cioni costruisce un film essenziale nella sua struttura, efficacissimo a restituire con esattezza e forza emotiva una vicenda che spesso, per la sua assurdità e inaudita violenza, venne a stento creduta da chi se la vide raccontare. Questo aspetto della narrazione, e della difficoltà di recepirla, costituisce un punto decisivo nel processo di comunicazione dei tristi fatti provocati dalla delirante biopolitica del regime nazista. Basti pensare che per anni gli stessi tedeschi rimasero all’oscuro di quanto avvenne, e solo nel famoso processo degli anni sessanta (ben raccontato nel film Il labirinto del silenzio di Giulio Ricciarelli) venne finalmente portata alla luce quella triste pagina di Storia.

Silvano Lippi, un anziano signore di novant’anni, l’8 Settembre del ’43 si trovava in Grecia, arruolato nell’esercito italiano, e avendo rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò venne deportato prima in un campo situato nell’Egeo, e, successivamente, in Germania e poi in Austria, dove venne internato a Mauthausen. Il suo racconto è straziante, gli episodi, diversi, da lui rievocati, e che spesso lo inducono al pianto, sono atroci, e il fatto che a parlarne sia chi li ha patiti fornisce un valore inestimabile alla testimonianza, in quanto il corpo e l’anima sono segnati da quei ricordi indelebili, che rivivono in forma di flusso narrativo, come materia vivente che supera ogni altro rendiconto sull’argomento. Il tono di voce tremolante, lo sguardo perso nel vuoto e il dolore che all’improvviso sgorga rigando di lacrime il volto di Silvano inchiodano l’ascoltatore alla propria infinita e irrinunciabile responsabilità, quella che lo obbliga a raccogliere l’eredità, di farla propria, di renderla un elemento imprescindibile per la formazione della soggettività. Vedere dei ragazzi assai giovani intorno a Silvano, in silenzio religioso, animati da sincera attenzione, fa ben sperare sul futuro delle nuove generazioni che, si auspica, sapranno far tesoro di quella esperienza.

Il documentario si rivela ancora una volta lo strumento più adatto a trattare la questione dell’Olocausto, laddove il cinema di finzione è sempre caduto – tranne l’esemplare caso di Il figlio di Saul di Laszlo Nemes – nel triste equivoco dell’estetizzazione dell’orrore, trovando, tra l’altro e purtroppo, un forte favore del pubblico. Il documentario, invece, e in particolare Dal ritorno di Giovanni Cioni, riesce nel tentativo di evocare quella tragica vicenda, lasciandola però sempre fuori campo, non dandole forma, ma facendola rivivere nel flusso orale della narrazione. Cioni, inoltre, alla fine del film, ci porta all’interno del campo di Mauthausen, e vedere le camere a gas, i forni crematori, i loculi in cui erano stipati i deportati, rappresenta il modo più opportuno per trasmettere a chi guarda l’orrore di quanto avvenne in quei luoghi. Non serve altro da aggiungere, riscostruire quegli episodi in forma di narrazione visiva sarebbe un atto che colluderebbe con la perversione del sempre più diffuso voyerismo. La macchina da presa di Cioni, invece, indugia in quegli ambienti che trasudano tutte le violenze che in essi si perpetrarono, e il silenzio è più significativo di ogni smania di tradurre in immagini le disgraziate azioni che lì trovarono luogo. Il pudore è l’unico sentimento opportuno laddove si diventi testimoni di quella catastrofe mai sufficientemente raccontata. Dal ritorno, dunque, è un prezioso documento che, con garbo e moderazione, ci rende partecipi di un’esperienza terribile, che non può essere dimenticata. Un doveroso omaggio a Silvano Lippi, uno degli ultimi testimoni. Silvano Lippi ci ha lasciato, ma la sua parola rimane ad ammonirci di non dimenticare.

Distribuito da CG Entertainment, Dal Ritorno è disponibile in dvd, in formato 1.78:1, con audio in italiano (DD 2.0 e 5.1).

Luca Biscontini

Trova il film su CG Entertainment

  • Anno: 2015
  • Durata: 92'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia, Francia, Belgio
  • Regia: Giovanni Cioni