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Il disprezzo di Jean-Luc Godard torna al cinema in versione restaurata

Per la prima volta in sala (dal 6 Febbraio) il director’s cut di un classico della nouvelle vague, all’epoca stravolto dalla produzione (per l’edizione italiana Carlo Ponti lo fece scorciare di una ventina di minuti). Il disprezzo è stato restaurato in 2K nel 2013 da StudioCanal, a partire dal negativo immagine. La color correction è stata supervisionata dal direttore della fotografia del film, Raoul Coutard

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Per la prima volta in sala (dal 6 Febbraio) il director’s cut di un classico della nouvelle vague, all’epoca stravolto dalla produzione (per l’edizione italiana Carlo Ponti lo fece scorciare di una ventina di minuti). Il romanzo di Alberto Moravia diviene il pretesto per uno dei film più lineari e narrativi di Jean-Luc Godard, dove il paesaggio mediterraneo e marino offre un sontuoso contrasto alla volgarità del milieu cinematografico e all’amarezza della fine di una coppia. Tra Cinecittà e una Capri dai colori irresistibilmente pop, Michel Piccoli lavora sul set di un improbabile adattamento dell’Odissea (l’aristocratico regista è Fritz Lang che interpreta se stesso), mentre la moglie Brigitte Bardot è corteggiata dal produttore.

Restaurato in 2K nel 2013 da StudioCanal, a partire dal negativo immagine. La color correction è stata supervisionata dal direttore della fotografia del film, Raoul Coutard.

(Le mépris, Francia-Italia/1963)

Regia: Jean-Luc Godard. Soggetto: dal romanzo Il disprezzo di Alberto Moravia. Sceneggiatura: Jean-Luc Godard. Fotografia: Raoul Coutard. Montaggio: Agnès Guillemot. Musica: Georges Delerue. Interpreti: Brigitte Bardot (Camille), Michel Piccoli (Paul), Jack Palance (Jeremy), Georgia Moll (Francesca), Fritz Lang (sé stesso), Jean-Luc Godard (assistente alla regia), Raoul Coutard (operatore), Linda Véras (sirena). Produzione: Georges de Beauregard, Carlo Ponti, Joseph E. Levine per Films de Beauregard / Les Films Concordia / Champion. Durata: 105′

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