Piacere, sono un po’ incinta

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Leggiadra e sorridente, accanto ai titoli di testa, scivola sullo schermo una Jennifer Lopez stile cartoon, accompagnando i nomi che scorrono, e ricordando, non poco,  gli inizi delle commedie anni Cinquanta targate dal sorriso inconfondibile di Doris Day.

Incontrare l’uomo ideale è un’utopia, e se il principe azzurro tarda ad arrivare bisogna che le cose  seguano un altro verso. Non sempre il desiderio di una famiglia nasce quando si ha un uomo accanto, e così, consapevoli di questo, le donne ora passano al piano di riserva per essere felici e sentirsi realizzate.

Innamorarsi, sposarsi e mettere su famiglia sono i passaggi obbligati perché ogni incontro sia duraturo e connotato da un certo romanticismo, ma ogni tanto succede che un uomo incontri una donna già incinta di un altro…

Ancora romantiche, ma meno ingenue, oggi le donne che hanno voglia di diventare madri ricorrono all’inseminazione ed il gioco è fatto: questo è il piano di riserva al quale si affida Zoe, (Jennifer Lopez) che ha voglia di crearsi una famiglia senza avere ancora un marito. Proprio nel giorno dell’appuntamento per l’inseminazione artificiale, Zoe si trova a litigare per un taxi con Stan (Alex O’Loughlin), uno sconosciuto che comincia a corteggiarla ignaro di ogni cosa.

Dopo le prime resistenze, lei accetta un appuntamento e, poco prima di incontrarlo, scopre di essere incinta. Così, con le prime uscite, prova un certo coinvolgimento ma, allo stesso tempo, sembra titubante a rivelare il suo segreto, eppure, quando decide di confessare, trova in Stan prima l’incredulità e poi un’inaspettata promessa di starle vicina. Alle prese con le fami improvvise, le nausee, gli incontri con un gruppo di madri single, e presente ad ogni controllo medico, Stan cerca di adattarsi alla nuova condizione di compagno e futuro padre.

Prima produttore e poi regista televisivo di alcune serie cult degli ultimi anni (Swingtown, Six feet under), Alan Poul passa alla regia cinematografica con Piacere, sono un po’ incinta e mette in scena la sua prima commedia divertente e spassosa, che richiama temi attualissimi senza cadere nel facile sentimentalismo, di cui il genere non sembra poter fare a meno.

Romantica e spiritosa senza essere sdolcinata, Piacere sono un po’ incinta sembra partire da dove ogni commedia sentimentale si chiude.

Così la voglia di un figlio assieme ad un incontro casuale con uomo all’altezza portano all’idea del matrimonio, che diventa l’ingrediente essenziale per mettere in atto l’ultimo colpo di scena: una nausea improvvisa di Zoe lascia entrambi esterrefatti per una improbabile, del tutto inaspettata, seconda gravidanza.

Martina Bonichi



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