14. Ravenna Nightmare: Wonderland

wonderland
  • Anno: 2015
  • Durata: 99'
  • Genere: Catastrofico
  • Nazionalita: Svizzera, Germania
  • Regia: Lisa Blatter, Gregor Frei, Jan Gassmann, Benny Jaberg, Carmen Jaquier, Michael Krummenacher, Jonas Meier, Tobias Nölle, Lionel Rupp, Mike Scheiwiller

Sinossi: Svizzera, autunno, la stagione fredda sta arrivando. Un’immensa nube inquietante appare improvvisamente all’orizzonte e minaccia di partorire un uragano distruttivo. I meteorologi non sanno spiegare il terribile fenomeno e la popolazione non può che aspettare inerme il manifestarsi di tutta la sua bellezza devastatrice.

Recensione: Il lato oscuro del cinema elvetico si intitola ironicamente Wonderland e non tiene solo gli spettatori incollati alle sedie ma, come altre proiezioni del Ravenna Nightmare 2016, invita a riflettere su tematiche sociali e politiche, se non altro almeno per un intramontabile validissimo motivo: l’istinto di sopravvivenza.

Inquadrabile nella categoria dei film catastrofici, che al contrario di quelli apocalittici non ruotano intorno ad una minaccia planetaria ma raccontano un pericolo circoscritto, in questo caso localizzato in Svizzera, il lungometraggio getta uno sguardo originale e anche schiettamente critico su una nazione portata a ritenersi autosufficiente e immune da crisi o cataclismi. Non è un caso che l’inaspettata calamità si manifesti in cielo e che cominci col provocare la caduta di volatili privi di vita: fin dall’antichità gli uccelli (fra i più belli, proprio qui a Ravenna, quelli scolpiti nel marmo o disegnati con tessere di mosaico) sono simbolo del paradiso e nel film la loro morte evoca del paradiso appunto la perdita.

Identificando la sopravvivenza con la possibilità di non rinunciare ai desideri materiali e alle abitudini borghesi, alcuni cittadini assaltano negozi e supermercati per fare scorta di cibo e bevande, altri pagano un taxi per tentare di scappare, altri si uniscono in amplessi, altri indicono inutili riunioni al vertice, altri organizzano ronde per difendersi da ipotetici criminali. Tutti reagiscono al terrore in modi diversi ma ciascuno, sia chi si rassegna sia chi rifiuta l’imminenza del disastro, lo fa in modo irrazionale e distruttivo, finendo per esporsi maggiormente al pericolo.

L’attesa angosciante e impotente è quella stessa raccontata in Melancholia (2011), ma mentre al centro dell’opera di Lars Von Trier c’erano i componenti di un nucleo famigliare che come tali interagivano, in Wonderland l’unico denominatore comune appare la minaccia catastrofica e i diversi gruppi di personaggi descritti non si conoscono tra loro, né si incontrano mai. All’opposto degli autori: dieci giovani registi che per scrivere e dirigere questo lungometraggio si sono uniti e hanno fatto forza comune a vantaggio della qualità cinematografica del film.



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