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INDIPENDENTI ITALIANI

L’uomo del grano

«Diretto da Giancarlo Baudena, “L’uomo del grano” è un lungometraggio indipendente, prodotto con risorse finanziarie ridotte, eppure ambizioso nel cercare di restituire il contesto storico all’interno del quale mosse i suoi passi l’ambizioso scienziato Nazareno Strampelli».

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campi sperimentali rieti-da sin  Principe Potenziani, Strampelli

Nazareno Strampelli è stato un grande scienziato italiano che, grazie alle scoperte realizzate nel campo della genetica e poi applicate alle tecniche agrarie, riuscì ad aumentare esponenzialmente la capacità produttiva dei terreni coltivati a grano. Vissuto tra il 1866 (a ridosso dell’unificazione italiana) e il 1942, dividendosi tra Macerata e Rieti, Strampelli è stato completamente dimenticato dal nostro paese.

Noto in tutto il mondo per le sue ricerche, e candidato al nobel per i grandi meriti, “l’uomo del grano” ha dovuto attendere la realizzazione di un coraggioso film a lui dedicato, per sottrarsi dalla dimenticanza di un imperdonabile oblio. Un uomo che, grazie al suo impegno, ha saputo infliggere un duro colpo alla fame nel mondo.

Diretto da Giancarlo Baudena, L’uomo del grano è un lungometraggio indipendente, prodotto con risorse finanziarie ridotte, eppure ambizioso nel cercare di restituire il contesto storico all’interno del quale mosse i suoi passi l’ambizioso scienziato. Coraggioso davvero appare il tentativo di cimentarsi con un genere cinematografico storico-biografico, perché il pericolo di essere obliterato come maldestro tentativo di emulare produzioni più fastose è il primo rischio che corre un film siffatto. Ma sarebbe troppo facile emanare sentenze irrevocabili; piuttosto è più appropriato apprezzare lo sforzo di un lavoro collettivo che ha coinvolto, con grande passione, un enorme cast tecnico e artistico e, soprattutto, lodare il raggiungimento dell’obiettivo più importante: la diffusione dell’opera e del valore di Nazareno Strampelli.

Certo, forse il cinema indipendente, proprio per la scarsità delle risorse a disposizione, potrebbe intraprendere itinerari diversi, ma non possiamo non valutare positivamente l’abnegazione e la serietà di un gruppo che ha creduto fortemente in un progetto, realizzando, tra l’altro, il fine che si era preposto: oggi sappiamo chi è “l’uomo del grano” e, in un paese che dimentica con estrema facilità i suoi uomini migliori, non è poco.

Luca Biscontini

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