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VISTI AI FESTIVAL

SoundScreen Film Festival: Vinylmania di Paolo Campana

Nell’effervescente selezione del SoundScreen Film Festival ravennate ha trovato spazio anche un omaggio vibrante e sentito alla cultura del vinile. Ci riferiamo ovviamente al bel documentario datato 2012 di Paolo Campana, Vinylmania, che a Ravenna è stato recuperato per la sezione Panorama.

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Questa prima edizione del SoundScreen Film Festival, oltre a schierare alcune produzioni cinematografiche di primo piano provenienti da altri paesi, ha saputo valorizzare anche la partecipazione degli artisti italiani: dagli interventi del rapper Frankie HI NRG MC e di Cristiano Godano dei Marlene Kuntz alla proiezione in “Panorama” del film Nel paese dei coppoloni, con l’immaginario musicale di Vinicio Capossela in grande spolvero; dalla presenza in giuria della cantautrice Thony, che ci ha deliziato durante la serata conclusiva con alcuni suoi brani, fino a quella esibizione davvero magica da noi ricordata in un altro articolo, che ha visto la Byzantium Experimental Orchestra musicare dal vivo l’Inferno dantesco, un classico del cinema muto nostrano. E in tutto ciò ha trovato spazio anche un omaggio vibrante e sentito alla cultura del vinile, se così vogliamo chiamarla. Ci riferiamo ovviamente al documentario datato 2012 di Paolo Campana, Vinylmania, che a Ravenna è stato recuperato per la già menzionata sezione “Panorama”.

Il successivo incontro con l’autore, moderato dal giornalista musicale Maurizio Principato, basterebbe da solo a esemplificare la marea di curiosità che la visione del film immancabilmente suscita, specialmente nei cultori e nei collezionisti di vinili. Ma anche i “profani” possono trovare assai gustoso e stimolante questo viaggio in un territorio della produzione artistica così ricco, sfaccettato, esuberante. Frutto di una passione autentica per il vinile, ma frutto anche di ricerche, incontri, approfondimenti durati anni, Vinylmania fa girare lo spettatore come una trottola, spostandolo dall’Italia al Giappone, dall’Inghilterra a Praga, alla continua ricerca di storie da scoprire e analizzare come fenomeni di costume. L’attività dei DJ che non considerano il CD per le proprie serate e si appoggiano invece ai cari, vecchi dischi. Le mille manie dei collezionisti. L’avventurarsi in fabbriche che ancora oggi producono centinaia se non migliaia di vinili ogni giorno. Il ricordo romantico e quasi eroico degli scambi e degli acquisti al “mercato nero”, in quei paesi dell’Europa Orientale dove certa musica era proibita. Per approdare magari a un possibile futuro, con l’invenzione di un giapponese che ha ideato il sistema per ascoltare un vinile non attraverso la tradizionale puntina, ma utilizzando il laser.
C’è tutto questo e molto di più, in questo effervescente documentario. Un lavoro, quello realizzato da Paolo Campana, cui si può forse rimproverare di essere un po’ disorganico, di incollare tra loro fin troppe storie. Ma per fortuna le idee di regia, anche quelle semplici ma efficaci come il contenuto di una tazzina di caffè associato nel suo vorticare a un 45 giri, non latitano. E ciò rende il percorso tracciato da Campana non solo interessante, ma anche piacevole e divertente da seguire.

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