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International Film Festival Rotterdam: Kaili Blues (Lu bian ye can) di Bi Gan

Bi Gan, che a soli 26 anni esordisce alla regia e si aggiudica a Locarno il premio per il miglior regista emergente, racconta di ricordi, rimorsi e sogni, di un luogo che gli ha dato i natali intriso di reale e sogno, dove la contemporaneità complessa si rispecchia e si perde nel suo stesso riflesso

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Presentato nella sezione Bright Future – talenti emergenti – dell’International Film Festival Rotterdam, Kaili Blues (Lu bian ye can) del giovanissimo Bi Gan è un viaggio nei ricordi che si dipanano nella ruralità cinese lungo coordinate temporali tutt’altro che lineari. Chen Sheng, medico nella città di Kaili, situata nella provincia di Guizhou, vive nel tormento di una promessa fatta a una donna sul letto di morte. Quella donna era la madre di suo nipote, di cui si sarebbe dovuto prendere cura, e che è invece affidato al negligente padre e fratello di Chen, un mafioso pronto anche a vendere la sua stessa prole. Quando Chen apprende dell’abbandono del piccolo Weiwei, decide di partire per cercarlo, supportato dalla sua anziana collega, la quale gli affida degli oggetti da riportare a un suo antico amore ormai malato. L’arrivo di Chen nella cittadina di Dangmai, culla della cultura Miao, coincide con un’alterazione della linea temporale, che si dilata e si contrae fino a diventare compresenza distorta di passato, presente e futuro. Proprio come accade alla piccola cittadina di provincia, simbolo di una Cina retaggio di un patrimonio culturale unico, ormai sempre più compromesso da un presente contaminato rivolto verso un futuro incerto.

Bi Gan, che a soli 26 anni esordisce alla regia e si aggiudica a Locarno il premio per il miglior regista emergente, racconta di ricordi, rimorsi e sogni, di un luogo che gli ha dato i natali intriso di reale e sogno, dove la contemporaneità complessa si rispecchia e si perde nel suo stesso riflesso. Chen è un uomo imprigionato in un passato doloroso, affaticato da un presente lacerato che si apre a un futuro indefinibile. A Dangmai il tempo di Chen segue i movimenti del ricordo tormentoso, della speranza a cui aggrapparsi, di una ricostruzione personale. E mentre il suo viaggio si fa sempre più intimo e interiore, noi siamo invitati a osservare e cogliere la realtà – manipolata – attraverso il lungo piano sequenza che segue una ragazza da una sponda all’altra del fiume, mentre una band locale si accinge a ripetere le stesse note rock e Chen affida il suo lamento a una parrucchiera locale. Un affondo sul reale imbevuto di misticismo e onirismo, Kaili Blues sceglie le note blu per cantare – o declamare, coma fa la voice over – la tristezza esistenziale dell’uomo, dei personaggi di Bi Gan, fluttuanti in un flusso di eventi e sentimenti dove il tempo soggettivo si frammenta e scompone per offrire a ciascuno il proprio tempo della riconciliazione.

Francesca Vantaggiato

KAILI BLUES TRAILER(with english subtitles) from Heaven Pictures on Vimeo.

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  • Anno: 2015
  • Durata: 110'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Cina
  • Regia: Bi Gan