Intime passioni ed erotismo con Cecilia Stefanescu, la Emmanuelle fantascientifica ed Eva Henger

La locandina recita “Nell’amore non ci sono regole”.
Perché l’amore è qualcosa che capita e che può apparire malato e perverso, ma che è, comunque, profondo e totale.
Tratto dall’omonimo romanzo di Cecilia Stefanescu, il franco-rumeno “Love Sick” (2006) di Tudor Giurgiu si concentra sulle due giovani amiche Alex e Kiki, ovvero Ioana Barbu e Maria Popistasu, destinate ad innamorarsi, ma la seconda delle quali, oltretutto, porta avanti un rapporto decisamente ambiguo con il fratello Sandu alias Tudor Chirila.
Ed è proprio sulla coppia di attrici che il film che ha scandalizzato Berlino tende a poggiare in maniera principale, raccontando con fare romantico e, a suo modo, sognante, una vicenda che, considerando la spinosa materia in questione, rischiava di cadere nella facile “morsa commerciale” del sesso esplicito e del voyeurismo a tutti i costi.
Con la risultante di una semplice ma atipica storia di omosessualità femminile che, tra piccoli gesti ed emozioni pronte ad essere trasmesse allo spettatore anche tramite la naturalezza dei dialoghi, è 30 Holding a rendere disponibile su supporto dvd.

Emmanuelle intime passioni
La stessa 30 Holding che lancia su disco digitale anche Emmanuelle – Intime passioni 3D (1994) di Kevin Alber, che, con il 5% delle immagini in tre dimensioni e visionabili attraverso l’utilizzo degli appositi occhialini, trascina la donna più sexy della storia del sesso d’intrattenimento in un fanta-viaggio in sette capitoli alla scoperta del conturbante universo dei sensi.
Con il volto e il pettorutissimo corpo della eccitante Krista Allen poi vista, tra l’altro, in Terapia d’urto (2003) e The final destination 3D (2009), infatti, la troviamo in viaggio sulla Terra alla guida di un gruppo di extraterrestri dalle precise intenzioni: scoprire i costumi erotici degli abitanti del globo.
Man mano che, tra bollenti docce in coppia e abbondante quantità di nudissimi accoppiamenti ai limiti dell’hard tra le lenzuola, la splendida creatura femminile riesce nell’impresa di far conoscere l’amore, la gelosia e, appunto, il sesso al capitano Haffron, interpretato dal Paul Michael Robinson che l’ha affiancata anche in altri lungometraggi emmanuelliani.

La natura di Lila
Ma, se parliamo di immagini ai limiti dell’hard non possiamo fare a meno di segnalare all’interno del catalogo 30 Holding anche la presenza de La natura di Lila (2006) di Enrico Bernard, sostanzialmente una ripresa di quanto già inscenato dal cineasta nei precedenti Un mostro di nome Lila (1998) e I sogni proibiti di Lila (1999), entrambi con protagonista una Eva Henger impegnata a sfoggiare le proprie sensuali forme ed a giocare con spazzole, funi, coni gelato e, soprattutto, candele tra boschi, fiumi e laghi.
Una Henger lì alle prese con la sua zona d’ombra interiore, qui immersa in un’avventura che è un tuffo ristoratore nell’universo fatto di passione, erotiche ansie morbose, turbamenti e, soprattutto, solitudine; nuovamente con Giampaolo Innocentini a farle da compagno di set.
Nel corso di circa un’ora di visione quasi del tutto priva di dialoghi e che, caratterizzata da una evidente impostazione teatrale, si concretizza – come le altre due citate fatiche bernardiane – in una sorta di esperienza onirica da schermo accompagnata dalle musiche di Renato Müller.
Sufficientemente eccitati?

Francesco Lomuscio

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