I pugni in tasca: il primo film di Bellocchio compie 50 anni

Una vicenda di solitudine e malattia, in una villa isolata sull’Appennino emiliano, stanze claustrofobiche e vite apparentemente immobili pronte ad esplodere. E’ il 1965 quando I pugni in tasca, il film dell’allora esordiente Marco Bellocchio, 26 anni, diventa un caso nazionale. I più illustri intellettuali del tempo – Soldati, Calvino, Moravia, Pasolini – ne dibattono. La critica lo annovererà tra i film manifesto, in grado di anticipare in qualche modo i fermenti del ’68.

Il film venne realizzato in grande economia e circolò con una distribuzione indipendente. La famiglia Bellocchio contribuì alla realizzazione del film: il fratello di Marco Bellocchio, Tonino, finanziò l’opera con cinquanta milioni; l’interno della casa è quello della madre del regista.

Le riprese in esterno furono girate tra Bobbio e Piacenza. Il montaggio fu curato da Silvano Agosti che usò lo pseudonimo di Aurelio Mangiarotti (un suo amico muratore che viveva in Francia). Per completare il lavoro, Silvano Agosti impiegò 26 giorni in totale autonomia.

Per il ruolo di protagonista era stato contattato Gianni Morandi. Per il ruolo di Giulia, Bellocchio aveva pensato a Susan Strasberg e a Raffaella Carrà, per quello di Augusto a Maurice Ronet.

Lou Castel, nel ruolo di Alessandro, è riuscito genialmente a modificare il suo personaggio, aggiungendovi una dolcezza imprevista che lo rende ancora più crudele e tagliente. Meravigliose le scene in cui si abbandona totalmente a sé stesso pensando di non essere visto (per esempio davanti alla madre cieca). Durante le riprese Castel aveva spesso reazioni esilaranti o violente, costringendo la troupe a interrompere le riprese o il regista a modificare una scena; Masé reagiva male alle provocazioni di Castel, giungendo anche a schiaffeggiarlo. Pur recitando in italiano nel film, Castel fu doppiato a causa del forte accento straniero.

L’opera prima di Bellocchio vinse alla Mostra del Cinema di Venezia il Premio Città di Imola (attribuito in precedenza tra gli altri a Ermanno Olmi, Eriprando Visconti, Gian Franco De Bosio, Pier Paolo Pasolini per “Il vangelo secondo Matteo“), premio che intendeva rappresentare il gusto e la passione per il cinema della provincia italiana. Bellocchio non poté ritirare personalmente il premio (una statuetta rappresentante un Grifone dorato) perché ricoverato all’Ospedale Militare del Celio a Roma, ma si affeziono’ alla città di Imola, tanto da girarvi nel 1966 il suo secondo film “La Cina è vicina“. “I pugni in tasca“fu proiettato per la prima volta in pubblico il 31 ottobre 1965 (v.c. n. 45471 del 28-7-1965). Fu distribuito anche in Francia (Les poings dans les poches – Hyères, maggio 1966 – 85′), Germania Occidentale (Mit der Faust in der Tasche – 5-12-1969 – 108′), Gran Bretagna (Fists in the Pocket – 1966 – 113′) e Usa (Fist in His Pocket – 1968 – 105′).



Condividi