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‘Sedotta e abbandonata’ rivive in 4K Ultra HD

CG Entertainment porta in 4K Ultra HD Sedotta e abbandonata di Pietro Germi.

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CG Entertainment (www.cgtv.it) rende disponibile in 4K Ultra HD Sedotta e abbandonata, diretto nel 1964 dal grandissimo Pietro Germi. Il lungometraggio attraverso cui il cineasta genovese forniva una sorta di secondo capitolo al suo Divorzio all’italiana, di tre anni prima. Capolavoro rientrante tra i titoli che hanno definito i contorni della Commedia all’italiana e da cui viene recuperata parte del cast. A cominciare da Stefania Sandrelli, qui nei panni della sedicenne Agnese Ascalone che, nella Sicilia del boom economico, viene sedotta da Pippo Califano. Quest’ultimo interpretato da Aldo Puglisi e fidanzato della sorella maggiore di lei: Matilde, ovvero Paola Biggio. E, con i due che tacciono l’accaduto, basta questa idea di partenza al futuro autore di Alfredo Alfredo per mettere in piedi oltre due ore di visione.

Oltre due ore che, immerse in uno splendido bianco e nero, si concretizzano in un altro originale ritratto della società ipocrita del sud Italia dell’epoca.

Un ritratto grottescamente amaro che si evolve dal momento che lo strano comportamento della ragazza comincia ad insospettire i genitori. Fino alla sequenza delle analisi delle urine. Sequenza esilarante quanto le situazioni che nella seconda parte di Sedotta e abbandonata arrivano a coinvolgere il pretore, incarnato da Attilio Martella. Quindi, se in Divorzio all’italiana veniva affrontato coraggiosamente il delitto d’onore, la tematica trainante di quest’altro classico germiano è quella del matrimonio riparatore. Man mano che, proprio dal film precedente, tornano anche Lando Buzzanca e Leopoldo Trieste. Il primo nei panni di Antonio, fratello di Agnese, il secondo in quelli del buffo barone Rizieri Zappalà.

Soltanto due delle azzeccatissime facce che popolano un’opera monumentale in cui a spiccare in particolar modo è un immenso Saro Urzì. Non a caso premiato come attore protagonista al Festival di Cannes per il suo ruolo del patriarca Don Vincenzo Ascalone. Festival che candidò inoltre alla Palma d’oro Germi, il quale non vinse ma si aggiudicò il David di Donatello, come pure il produttore Franco Cristaldi. Senza contare i Nastri d’argento andati allo stesso Cristaldi, a Urzì, a Trieste non protagonista e alla sceneggiatura. Questa a firma del regista insieme a Luciano Vincenzoni e agli infallibili Age e Scarpelli.

D’altra parte, tra omertà e falso perbenismo, stiamo parlando di una pietra miliare incredibilmente moderna anche dal punto di vista della messa in scena.

Come testimonia ulteriormente la sequenza dell’incubo ricca di goffamente inquietanti primi piani, dal sapore quasi espressionista. Mentre piuttosto significativa si rivela la conversazione tra il maresciallo Polenza e il brigadiere Bisigato riguardante le questioni d’onore. Maresciallo e brigadiere rispettivamente dai volti di Oreste Palella e Adelino Campardo. Tutto nell’attesa del tassello conclusivo di quella che è diventata un’ideale trilogia dell’indimenticabile Pietro: Signore & signori, datato 1966. Questa versione di Sedotta e abbandonata è stata restaurata dalla Fondazione Cineteca di Bologna. A partire dal negativo originale e da un controtipo negativo di seconda generazione utilizzato per colmare le parti mancanti.