Settimana internazionale della Critica

Settimana Internazionale della Critica 2026: i film della 41esima edizione

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A soli due giorni dalla conferenza stampa condotta da Alberto Barbera, direttore artistico di Biennale Cinema, che svelerà al mondo il programma completo dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia, inganniamo l’attesa addentrandoci nell’eclettica selezione della Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma facente parte dell’ecosistema del festival, il cui concorso è riservato alle opere prime provenienti dal panorama internazionale.

Beatrice Fiorentino, direttrice artistica della SIC, ha raccontato con le seguenti parole l’operato del comitato di selezione per questa 41esima edizione, contestualizzando le tendenze racchiuse nei nove lungometraggi che avremo il piacere di scoprire dal 2 al 12 Settembre al Lido di Venezia:

Da territori lontani fino a un’Italia in vertiginosa trasformazione, un atlante di geografie reali e di spazi virtuali ci ricordano che altre stori sono possibili. Voci originali, che riescono a catturare lo smarrimento e le tensioni del presente, a elaborare il peso del passato e tradurre questo stato d’animo in nuove immagini. Opere che ci dimostrano come il cinema non abbia mai smesso di rivendicare la propria necessità, rifiutando l’omologazione e riscoprendo il piacere del rischio.

Settimana Internazionale della Critica

Cosa c’è in palio?

Una giuria internazionale assegnerà il Gran Premio IWONDERFULL, del valore di 10.000 euro, al miglior lungometraggio in concorso, mentre il pubblico in sala si occuperà di votare il proprio personale vincitore, a cui saranno destinati i 3.000 euro del Premio del Pubblico. L’anno scorso i vincitori dei due premi principali sono stati rispettivamente Straight Circle e ISH.

In aggiunta ai premi canonici della SIC, ognuno dei sette film selezionati per la competizione gareggia anche per il prestigioso Leone del Futuro, ovvero il premio opera prima “Luigi de Laurentis”, assegnato al termine della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia al miglior debutto di tutto il festival; in questo caso, il montepremi ammonta a ben 100.000 dollari! 

Fuori Concorso: le proiezioni speciali della Settimana Internazionale della Critica

La competizione della Settimana della Critica, in linea con i loro obiettivi di scoperta di nuovi talenti, è aperta solamente ai debutti. Tuttavia, il programma ci propone anche due proiezioni speciali che esistono al di fuori di queste regole, rispettivamente film di apertura e chiusura della manifestazione. Quest’anno l’onore ricade su due titoli italiani, scelta che mira a far brillare i riflettori sul nostro panorama cinematografico, bisognoso di riscatto dopo la totale assenza degli autori italiani da manifestazioni del calibro di Cannes e Berlino.

Il film di apertura: Il Grande Giaffa

Si parte con Il Grande Giaffa, il noir grottesco di Marco Siani che ha per protagonista un uomo comune di nome Giacomo Falta, ignorato da tutti e in cerca del suo posto nel mondo. Le cose cambiano quando Giacomo incontra l’uomo che avrebbe sempre voluto essere, il carismatico Grande Giason, e si convince che l’unico modo per farsi comprendere sia indossare una maschera. È l’inizio di una lunga notte dove il confine tra realtà e illusione si assottiglia gradualmente, fino a mettere in pericolo la esistenza di Giacomo.

Una discesa notturna e disperata che stringe Pirandello in un abbraccio Scorsesiano” – Beatrice Fiorentino

Il film di chiusura: Rider

Il duo registico composto da Roan Johnson, di padre inglese ma di origini toscane, e Davide Pavanello, compositore e produttore musicale la cui carriera affonda profonde radici nel cinema, ci presenta un racconto di formazione metropolitano dalle tinte noir, dove al centro scalpita un conflitto di classe.

La storia segue Samuel, un giovane rider che attraversa ogni giorno Milano in bici. La notte di Capodanno riceve un ordine di sushi enorme da consegnare a una lussuosa villa, dove Samuel verrà poi invitato a fermarsi per festeggiare. Lì conoscerà Nia, con cui scatta subito una scintilla. Riuscirà questa infatuazione a sopravvivere alle fatali conseguenze della serata?

Nel cast, oltre a Claudio Santamaria, figurano numerosi esponenti del panorama musicale tra cui Levante, Rosa Chemical e Margherita Vicario, il cui debutto per il grande schermo, Gloria!, deve la sua pluripremiata colonna sonora proprio al contributo di Davide Pavanello.

Un film che rifonda il musical a partire dal presente, trovando nelle rime e nella musicalità del rap non solo un ritmo, ma una linea di pensiero e uno sguardo.” – Beatrice Fiorentino

Il film italiano in concorso

Spostandoci sul fronte del concorso, è invece Prima della Guerra di Tommaso Usberti a rappresentare l’Italia. Una co-produzione francese ambientata in una piccola cittadina del Nord Italia, dove il vent’enne di nome Guido è cresciuto tra razzismo e misoginia. Sarà Sonia, un’immigrata kosovara, ad offrirgli un’alternativa a una vita dove il rispetto si guadagna unicamente con la violenza.

Ci aspetta sicuramente un film che si confronta con il tema, più urgente che mai, della mascolinità tossica, indissolubile dalla fragilità che non gli è concesso mostrare, e con il peso del retaggio culturale.

L’attrazione misteriosa della pianura padana trasforma lo spazio in un luogo psico-analitico [..] Tommaso Usberti unisce il respiro visivo del primo Bertolucci alle vibrazioni tragiche di stampo pasoliniano.” – Beatrice Fiorentino

41esima Settimana della Critica: spazio al Sudamerica

Sono ben tre i titoli in concorso che rappresentano il continente sudamericano alla Settimana Internazionale della Critica, di cui due diversi provenienti dalla Colombia.

Particolarmente intriganti le prime immagini di Meteorito di Sebastian Munera, che ci conduce in uno stravagante viaggio attraverso un parco divertimenti costruito sul territorio di un signore della droga. Protagoniste di questa avventura all’insegna di dinosauri, scivoli acquatici e sentieri verdeggianti sono Nia e Tefa, due giovani amiche che vivono in una cittadina vicino al fiume Magdalena, all’ombra di una prigione per cui contrabbandano cellulari.

Trasformando i corpi delle protagoniste nell’estensione di un territorio che custodisce fantasmi [..] Meteorito è un’opera di straordinaria forza visiva che sfida i confini tra favola e realismo.” – Beatrice Fiorentino

Completa la proposta colombiana The End of Times di Bibiana Rojas Gomez e Juan David Cardenas , progetto che si avvale dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per manipolare materiali d’archivio in forma sperimentale, mescolando finzione e documentario per riscrivere il passato. Una pratica denominata “anarchivismo audiovisivo”, che non rappresenta una novità per i registi, così come non è notizia il desiderio della Settimana della Critica di confrontarsi con lo spinoso tema dell’intelligenza artificiale, sostenendo sia un importante strumento per immaginare il futuro (basti pensare ai cortometraggi The Pornographer e The Eggregores’ Theory).
>In questo caso, a essere presi in esame sono decenni di filmati familiari, nel tentativo di comprendere la tristezza di una madre e di esporre i traumi del capitalismo coloniale.

Infine, dal Brasile, London di Marcio Picoli e Victor di Marco, coppia di attori e registi collaudata che con i suoi cortometraggi ha conquistato più di 70 premi in oltre 200 festival internazionali.

London
si confronta con la disabilità e la sfera queer, due tematiche su cui qualunque selezione che si propone di parlare alla contemporaneità dovrebbe puntare. L’eponimo protagonista lavora come dominatore in un locale fetish insieme ad alcuni amici crip. Quando una visita medica gli offre la possibilità di comprendere meglio il proprio corpo, il ragazzo si trova di fronte a un dilemma.

Un attacco frontale all’ossessione contemporanea per le etichette che si trasforma in una celebrazione del desiderio.” – Beatrice Fiorentino

Zoom In, Zoom Out

Dalla Cina arriva il debutto di Dong Jie, giovane con esperienza da montatore che ha lavorato ad Are You Lonesome Tonight? e Summer Blur, produzioni locali rispettivamente presentate a Cannes e Busan. Zoom In, Zoom Out si propone di intrecciare la sua narrazione al mondo dei videogiochi, ricercando la verità negli spazi virtuali tanto quanto nella realtà.

Shi, un giovane game designer, è alla ricerca di Gao, il suo coinquilino scomparso. Seguendo un indizio nascosto in un gioco online, Shi si imbatte nella fidanzata dell’amico, dando il via a una collaborazione che sboccia dallo stesso desiderio di trovare risposte.

Aggiorna l’universo cinematografico esistenziale di Antonioni nell’era delle solitudini connesse e del gaming online [..] Un film manifesto che coglie il disorientamento della generazione Z con uno sguardo proiettato già al futuro.” – Beatrice Fiorentino

The H@llow Man

La quota distopica di questa edizione è The H@llow Man, con cui il tunisino Kamel Laaridhi racconta di un mondo in cui la tecnologia dei bio-chip gestisce i ricordi e sopprime le emozioni.

Protagonista è Taha, che decide di consultare un ipnoterapeuta nonostante la pratica sia proibita dalla società, allo scopo di accedere a sensazioni che gli sono precluse.

Un oggetto cinematografico non identificato, radicale e purissimo, che ci proietta in un 2059 sospeso sul confine dell’incubo. [..] Li dove la memoria è vietata e i corpi delegano il sentimento alle macchine, la poesia si fa ultimo atto di resistenza in questo labirintico viaggio Dantesco.” – Beatrice Fiorentino

Our Share of Sand

Shalini Adnani, la regista indiana di questo lungometraggio finanziato dal British Film Institute, ha debuttato al Sundance Film Festival con White Ant, cortometraggio che le è valso una menzione nella lista Stars of Tomorrow dell’importante rivista Screen International.

Dopo diversi anni all’estero, la dodicenne Maya fa ritorno in India per ricongiungersi con il padre, a capo di un’azienda di estrazione della sabbia. A seguito di un incidente, si ritroverà invischiata come testimone chiave in un processo che la chiamerà a districarsi tra lealtà familiare e giustizia. Un film che si confronta con una delle crisi ambientali più invisibili del nostro tempo, tra retaggio, sfruttamento sul lavoro e omertà, dove ancora una volta ci viene presentato il dilemma attraverso la prospettiva candida di una gioventù che è chiamata a invertire queste tragedie.

“Un’apparente storia di affetti che si trasforma in un lucido spaccato sul capitalismo.” – Beatrice Fiorentino

Non solo lungometraggi: i cortometraggi della 41esima edizione

Prosegue la collaborazione tra Settimana Internazionale della Critica e Short Italian Cinema, le due realtà che compongono l’ecosistema di SIC@SIC.

Di seguito, l’elenco dei 7 cortometraggi italiani in concorso. Una selezione in cui saltano all’occhio la prevalenza di registe donne e il ritorno dalla scorsa edizione di Paoli de Luca dopo il successo di Marina.

  • Dove le lacrime aspettano di Caterina Bertini, Blu Diego Fasoli (Italia)
  • E-I-E-I-O di Noemi Arfuso (Italia)
  • Granchità di Anais Landriscina, Chiara Toffoletto (Italia)
  • Gusci di Elisa Chiari, Francesca Trovato (Italia)
  • Se mai le cose di Giulia Cosentino (Italia, Francia)
  • Puca di Sara Scalera (Italia)
  • Revolver di Paoli De Luca (Italia)

Fuori concorso troviamo:

  • Les Metamorphoses, au Feminin di Maria Gimenez Cavallo (Italia, Francia, Stati Uniti)
  • Un breve incontro di Lyric Dela Cruz (Italia)

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