“Non importa quanta passione tu ci metta nelle cose che ami. La vita avrà già scelto per te.”
Per quanto possa essere vera tale affermazione, la storia che Francesco Giardiello ha portato al Written by Script&Film Festival di Roma, con il suo cortometraggio del 2025 Showtime, ha un obiettivo diverso rispetto alla realtà vissuta dalle giovani generazioni di oggi.
Mattia, giovane promessa del basket, sogna di giocare la finale del campionato davanti al padre, sempre più distante e chiuso nel lavoro. Di fronte all’ennesima assenza annunciata, Mattia decide che farà di tutto per permettergli di vederlo giocare.
Premesse che toccano da vicino ogni giovane uomo o donna che ancora oggi, nel 2026, osa avere dei sogni e fare di tutto affinché questi si realizzino.
L’importanza dell’immedesimarsi
La forza del cinema, nelle sue forme ad oggi conosciute, sta nella sua dualità tra l’abbandono della vita reale per un dato periodo e il valore che dà a tale vita rappresentandola affinché lo spettatore si senta compreso, capito e visto. Una forza che Giardiello ha rappresentato attraverso una storia semplice ma che raccoglie le vite dei giovani d’oggi abbattute dal peso di una società costruita sui pregiudizi che li costringono all’abbandono dei sogni senza dar loro una minima chance.
Showtime racconta come tale peso possa nascere dalla perdita del proprio punto fermo. La morte della madre priva Mattia della sua bussola emotiva e costringe il padre Giovanni, autista di autobus, a un equilibrio notevolmente difficile da mantenere: essere un genitore presente mentre il figlio cerca di alimentare le sue ambizioni sportive.
Giardiello stesso, in un’intervista, sottolinea come tale distanza sia “il vero ostacolo da superare”:
“Non è solo una narrazione sportiva, ma un viaggio emotivo che esplora il rapporto fragile e complesso tra padre e figlio, segnato dalla sofferenza, dal silenzio e dall’incomprensione.”
Incomprensione che, nonostante l’iniziale delusione, non ferma Mattia nell’ideare un semplice ma ingegnoso metodo per provare al padre che ancora vale la pena impegnare il proprio tempo e la propria energia nella passione che ha.
Un Omaggio a Chi Lotta per la Speranza
Papà Giovanni, in una scena del corto, dice al figlio che:
“Ci sono cose più importanti che una partita di Basket.”
Dietro tale frase si nasconde una paura profondamente umana, condivisa da molti genitori italiani: vedere i propri figli inseguire un sogno destinato, forse, a scontrarsi con porte sbattute in faccia, occasioni mancate e sipari che non si alzano mai.
Ma se negli ultimi anni fino ad oggi si sono visti giovani atleti italiani che stanno riscrivendo la storia dello sport (due esempi attuali, Jannik Sinner e Kimi Antonelli), riportando il Bel Paese in cima, si può affermare con sicurezza che le speranze di successo non sono mai spente fino a quando non lo si decide da sé, anche nonostante i fallimenti, perché parte dello spettacolo.
Showtime non ha come lieto fine la vincita del campionato, una scelta narrativa che nel corto funziona per non terminare nel lieto fine scontato, ma la prova che il sogno di Mattia ha ragione di esistere e persistere agli occhi del padre e che vale la pena proseguire.
Attraverso questo cortometraggio, Francesco Giardiello, come Mattia, mostra agli spettatori la sua ragione di inseguire un sogno e non dare per scontato nulla, facendosi portavoce di una generazione che, ancora oggi, osa sognare in grande e correre rischi.