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Angelo Maggi: “Il mio consiglio ai giovani? Non smettere mai di avere un sogno”

Da 'Cast Away' alle nuove frontiere del doppiaggio. Viaggio nel cinema con il doppiatore di Tom Hanks

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Angelo Maggi

Se chiudiamo gli occhi e ascoltiamo la voce di Angelo Maggi, non è solo Tom Hanks che ci viene in mente. Abbiamo la netta sensazione che il cinema ci scorri davanti, in pellicola unica. Il doppiatore romano conversa con noi, parlandoci dell’esordio della sua carriera, dei ruoli iconici che ha interpretato e di quanto il mondo del doppiaggio stia cambiando. Dalla risacca di Cast Away, all’alba di nuovi progetti, come il suo ultimo libro, Il Camaleonte.

A casa di Angelo Maggi

Nel tempio sacro di Angelo Maggi, ossia nel suo studio di doppiaggio, abbiamo intrattenuto una lunga conversazione su cosa significhi cinema e come stia cambiando negli anni. Tra i suoi numerosi dvd e i cimeli di una vita ci è sembrato che il tempo si fermasse. L’attore romano ha prestato la sua voce, calda e inconfondibile, a Tom Hanks, Hugh Grant, Robert Downey Jr. e a tanti cartoni animati, come Woody di Toy Story 4 e 5, e il commissario Whinchester dei Simpson.

Che idea ti sei fatto di un uomo come Tom Hanks in base ai ruoli che ha scelto? Come sta cambiando il doppiaggio, ormai nella sua era post-covid? quali i tuoi sogni nel cassetto e quali i consigli per i giovani sognatori? Queste sono solo alcune delle domande che Doriana Gatta fa a Maggi, spaziando tra pellicole cult e sguardi al futuro.

Il cinema, l’arte, la vita

Se la nuova frontiera dell’IA è affrontabile è anche grazie al talento, tutto ed eternamente umano, di doppiatori come Maggi. Si parla anche di Luca Ward, Pino Insegna, Fabrizio Frizzi, proprio per ricordare al pubblico quanto in Italia siamo fortunati. Passione e talento drammatico si sposano per dare vita a piccole storie miracolose, come quella di Angelo Maggi. Una storia che ha dato anima ad alcune delle pellicole più belle della storia del cinema.

Parliamo di Cast Away e del periodo in cui Maggi ci ha lavorato; di quella tanto discussa scena finale. Parliamo dell’amara eredità di Toy Story, del compito di succedere a Frizzi per il famoso cowboy. Parliamo di scelte, sfide, corse contro il tempo, sempre al servizio dell’arte. Baluardo granitico della vita del singolo dopo la morte. E anche su questo Angelo Maggi si confessa: “Sono molto credente”, dice, parlando poi di destino e di autodeterminazione. Film come The Terminalper cui ha lavorato come doppiatore di Hanks –  ci consentono di allargare lo sguardo sulla vita e su quello che ci capita. Come nel suo caso, era davvero solo destino?

L’intervista disponibile sui canali Taxidrivers, social e YouTube.

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