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TERRA LENTA FILM FESTIVAL

‘Sunset On The Aral’: la memoria dell’acqua nel deserto artificiale

Un documentario che racconta la scomparsa del Lago d'Aral tra archivi storici e la viva voce degli ultimi testimoni

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sunset on the aral

In concorso al Terralenta Film Festival 2026, Sunset on the Aral è un film documentario diretto dal giornalista kazako Sabi Baibussinov. Un’opera che scava nelle pieghe di uno dei più drammatici disastri ecologici della storia moderna, offrendo uno sguardo lucido e privo di retorica.

La geografia di un disastro

Al confine tra Kazakistan e Uzbekistan, il Lago d’Aral è stato a lungo uno dei bacini interni più grandi del pianeta. Ci troviamo nel cuore dell’Asia centrale, a est del Mar Caspio, in una regione estrema – gelo in inverno, caldo soffocante in estate – dove la gestione dell’acqua non è solo una necessità, ma la risorsa vitale per eccellenza.

A dispetto del titolo, Sunset on the Aral non è una cartolina turistica che evoca esotiche vacanze orientali o i fasti della Via della Seta, e non è nemmeno una denuncia sterile dell’uomo e della sua sete di progresso. Sunset on the Aral è una lucida radiografia sulle conseguenze dell’antropizzazione forzata della natura.

Lo sfruttamento del Lago: dalle origini al deserto

Attraverso una narrazione documentaristica rigorosa, che intreccia materiali d’archivio e interviste sul campo, Baibussinov ricostruisce la storia della regione dagli anni Sessanta a oggi. Un tempo l’Aral era uno dei principali polmoni ittici dell’Unione Sovietica: un mare calmo e generoso, dove la pesca abbondante aveva dato vita a una realtà economica solida e fiorente.

Dal secondo dopoguerra, tuttavia, le priorità del governo sovietico cambiarono radicalmente. Si decise di deviare i fiumi immissari del lago verso i deserti circostanti per convertire le terre aride in monoculture di cotone. L’obiettivo collaterale era spietato: abbassare il livello dell’Aral fino a trasformarlo in una palude funzionale alla coltivazione del riso.

I piani di Mosca procedettero sicuri, nonostante i rischi che alla fine si fecero concreti. A causa di tecnologie scarse e obsolete, gran parte dell’acqua deviata andò dispersa. Il livello del bacino crollò ben oltre le previsioni e questo provocò la scomparsa di intere porzioni di lago e le acque residue infine si rivelarono troppo salate per ospitare qualsiasi forma di vita o attività umana.

sunset on the aralQuando la storia si fa con i ricordi

Cinquanta o sessant’anni sono un battito di ciglia per la macrostoria, ma sono stati sufficienti per consumare questo dramma. La velocità del collasso dell’Aral rende emblematico e terrificante il concetto di impronta antropica sul clima. Prosciugare il quarto lago più grande del mondo in pochi decenni non ha significato solo il collasso economico di intere comunità, ma ha alterato il microclima di un’intera regione.

Baibussinov dà voce agli ultimi abitanti rimasti, custodi di un legame spezzato. Il regista unisce i filmati d’archivio dell’epoca – con barche cariche di pesce e mercati brulicanti – alle immagini odierne: spettrali carcasse di navi arenate nel deserto e conchiglie disseminate sulle rocce come fossili prematuri. Parafrasando le parole del regista c‘è qualcosa di eroico nella determinazione di chi rifiuta di abbandonare queste terre, così come c’è un abisso malinconico negli occhi degli anziani che, da bambini, videro i canali aprirsi e portar via il loro mare.

Sunset on the Aral vive di queste testimonianze umane, specchio di uno sviluppo economico insostenibile e distruttivo. Oggi la regione del Lago d’Aral è una delle tante periferie dimenticate del mondo, incerta su come riemergere e attraversata da un turismo spettrale. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e dove, drammaticamente, la storia si riesce a fare con i ricordi.

Sunset On The Aral

  • Anno: 2026
  • Durata: 36'
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Kazakistan
  • Regia: Sabi Baibussinov