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CORTOCIRCUITO

‘Nativity Scene’ racconta un Natale che supera fragilità individuali e collettive

Felipe Bibian firma un intenso dramma familiare tra memoria storica, tensioni politiche e identità collettiva

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nativity scene

Recentemente emerso dal panorama cinematografico indipendente brasiliano, Nativity Scene (Presépio) ha già iniziato a ottenere il riconoscimento che merita all’interno del circuito festivaliero latinoamericano e non solo. Nel 2025 il film, diretto da Felipe Bibian, è stato premiato al Biarritz Amérique Latine Film Festival, per poi essere presentato anche alla ventisettesima edizione del Rio de Janeiro Film Festival.

Nel 2026 arriva finalmente in Italia, dove ha conquistato tanto la Direzione Artistica del Corto Circuito Film Festival di Milano quanto coloro che hanno preso parte all’evento.

Prodotto da Baracoa Filmes, Nativity Scene è una chicca che ci insegna a non dubitare delle nostre capacità di combattere per cambiare il mondo, dimostrando come anche il contesto familiare possa ospitare arene di confronto capaci di incidere positivamente sulla realtà che viviamo.

Le immagini raccontano i personaggi

Uno degli aspetti più interessanti del film è sicuramente il modo in cui racconta i personaggi. Bibian riesce a condensare, in uno spazio e in un tempo brevissimi, non solo una profonda riflessione sui tempi politici e sociali, ma anche un’efficace costruzione dei suoi personaggi. Essi vengono presentati attraverso una caratterizzazione indiretta, ottenuta mediante l’uso di oggetti simbolici. Questi ultimi compaiono all’interno di ricordi e immagini, assumendo una funzione narrativa autonoma e diventando quasi dei sostituti della voce dei personaggi. Perfino i suoni diventano un elemento che identifica in maniera unica ogni membro della famiglia di Dejair. La musica di sottofondo che accompagna il racconto di ciascun personaggio è ogni volta diversa e si colloca a metà strada tra il leitmotiv e una sorta di simbolo sonoro.

L’aspetto più singolare e raffinato di questa parte è sicuramente il montaggio. Gabriel Medeiros pone infatti in dialogo il presente e il passato di ogni personaggio. Per Dejair, ad esempio, il risultato è una sovrapposizione tra il boato dello stadio del Vasco da Gama e quello degli spari esplosi durante gli anni della dittatura in Brasile, periodo nel quale combatteva la Guerrilla al fianco dei membri della Resistenza. Infine, la scelta di alcune immagini d’archivio, alternate ai videoritratti dei personaggi, arricchisce il nostro sguardo su di essi, fornendoci maggiori informazioni sulla loro vita e sui loro interessi.

Lo stile di scrittura dei personaggi adottato da Bibian ci conduce al loro cuore in una maniera bizzarra, intima e simpatica. L’attenzione alla storia dei protagonisti passa anche attraverso ciò che piace o non piace loro, ricordando la cifra stilistica di Jean-Pierre Jeunet ne Il favoloso mondo di Amélie.

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Istituzioni e focolare domestico: il Natale

L’espediente narrativo su cui si costruisce il film è tanto semplice quanto efficace. Il focolare domestico accoglie l’istituzione religiosa in occasione di uno dei rituali più amati dalle famiglie cristiane: il Natale. Durante lo scambio dei regali si crea però una discussione a partire da un oggetto apparentemente innocuo: una pistola giocattolo ad acqua. La serenità e il calore del contesto familiare, rispecchiati fino a poco prima, sembrano ora incrinarsi.

Si accende infatti subito un’accesa discussione. Essa sembra però radicarsi non in una semplice incomprensione, bensì in due diverse percezioni della realtà, totalmente incompatibili tra loro.

Il contesto natalizio, storicamente affermatosi come occasione di pace e momento di incontro, diventa invece un’arena di contrapposizione per la famiglia ritratta da Bibian. La cultura popolare associata a questa festività è tradizionalmente ricca di riferimenti alla riconciliazione, alla tolleranza e alla condivisione. Proprio per questo la scelta del regista risulta efficace: collocare il conflitto all’interno di una celebrazione dedicata all’unità familiare e umana ne amplifica il peso emotivo.

Inoltre, durante il Natale le famiglie si riuniscono spesso in maniera più ampia del consueto, avvicinando persone con sensibilità, esperienze e opinioni differenti. Felipe Bibian sfrutta questa dinamica per mostrare come le tensioni ideologiche non appartengano esclusivamente alla sfera pubblica, ma si manifestino inevitabilmente anche nei rapporti più intimi. In questo senso, la festività non costituisce soltanto uno sfondo narrativo. Diventa invece uno strumento attraverso cui interrogare il significato della convivenza e del Natale stesso.

Conflitto intergenerazionale

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Il Natale raccontato da Bibiàn vuole mostrare come il conflitto possa in realtà rappresentare un importante momento di condivisione. Un istante in cui la sfera familiare possa aprirsi a tematiche di ampio respiro, quali la convivenza civica e la memoria collettiva. È importante ricordare, infatti, che siamo cittadini oltre che membri di una determinata famiglia. Aprirsi agli altri può aiutarci a conoscerci in maniera più profonda. La tolleranza, così come la volontà di incontrarsi e di stare insieme, non deve assumere la forma di un compromesso o di un contatto superficiale: esporre le proprie fragilità può aiutarci a connetterci con gli altri.

 

Nativity Scene (Presépio)

  • Anno: 2025
  • Durata: 18'
  • Distribuzione: Baracoa Filmes
  • Nazionalita: Brasile
  • Regia: Felipe Bibian